Per la prima volta dopo dieci anni, l’Ufficio Circondariale Marittimo di Otranto, guidato dal Tenente di Vascello Francesco Amato, riceve il Comandante Generale del Corpo delle Capitanerie di porto, Ammiraglio Ispettore Capo Pierluigi Cacioppo, giunto in visita ufficiale dalla sede centrale di Roma.

Presenti il Sindaco del Comune di Otranto Luciano Cariddi e, per il Sindaco di Lecce Paolo Perrone, il dirigente Fernando Bonocuore, per manifestare la vicinanza delle locali amministrazioni Civiche all’Autorità Marittima idruntina, nel riconoscere alla stessa il ruolo di fattiva tutela dell’utenza del mare. Non sono ancora trascorse 24 ore dalle parole dell’Ammiraglio, tuttavia, quando, alle ore 14 di ieri, la sala operativa deve disporre l’uscita immediata della motovedetta CP809 specializzata per i soccorsi: si tratta del mayday lanciato sul canale 16 dall’imbarcazione da diporto a motore “Stefy one” (24 tonnellate di dislocamento per oltre 16 metri di lunghezza) con 4 persone a bordo, fra cui due minorenni, alla deriva a circa 3 miglia al largo di Capo d’Otranto.
Poteva sembrare un intervento come altri, quando, proprio pochi secondi dopo, uno degli occupanti di un altro natante (di quasi sei metri) chiede immediato aiuto via 1530: in avaria poco oltre la testata del Molo San Nicola del porto, non solo veniva  trascinato verso gli scogli della massicciata esterna al porto stesso, ma tre delle sei persone d’equipaggio si erano già incautamente gettate in mare nel tentativo di evitare lo schianto del mezzo nautico sui frangiflutti, in un azzardato tuffo nelle acque portuali.
Gioco di squadra obbligato, dunque, quello dalla sala operativa, che, grazie ad un accordo recentemente stipulato con l’Amministrazione Civica di Lecce, ha utilizzato un battello pneumatico di proprietà comunale sempre pronto a muovere dal porto di Otranto, in coordinamento con la vedetta CP809 in procinto di uscire dall’imboccatura.
Così, i militari a bordo della CP809 hanno rimosso e trasferito il mezzo nautico, manovrando fra le onde e la corrente a pochi metri dalla scogliera in testata al molo San Nicola, mentre quelli sul battello pneumatico ed altri, da riva, hanno tratto in salvo le persone (insieme a personale della Polizia di Stato intervenuta via terra). Intanto, il personale del 118 allertato dalla sala operativa giungeva in porto, e, proprio grazie alla tempestività dell’intervento di soccorso, diagnosticava solamente alcune escoriazioni al proprietario dell’unità, dovute ad un urto con i frangiflutti a causa della forte risacca.
Nel frattempo la CP809 dirigeva verso la Stefy One per assistere il mezzo ed i suoi occupanti (tutti in ottimo stato di salute). Gli alternatori di entrambi i motori erano in avaria e quindi l’imbarcazione, dopo aver subito un repentino calo di giri, a motori spenti con mare da Nord Est 3-4 non poteva dare fondo all’ancora poiché il fondale era di circa 80 metri. Assistiti fino a sicuro rientro in porto, dove tuttora stazionano (al posto di continuare la loro circumnavigazione della penisola), i membri d’equipaggio sono stati messi in contatto con i locali cantieri per le riparazioni del caso al lussuoso yacht italiano in avaria.
“L’operatività di questo ufficio è ben nota – afferma il Comandante Amato – ed il Comando Generale non ci ha mai fatto mancare il suo supporto: basti pensare alla recente assegnazione della nuova motovedetta CP721 alla dipendente Delegazione di San Foca, in un periodo economico e finanziario quale quello che tutti viviamo”.

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