Moglie e figlia costrette ad abbandonare il proprio domicilio e il presunto marito-padre violento rimane in casa. Ora, però, contro l’uomo, 28enne di Squinzano, assistito dall’avvocato Giuseppe Martino, il pubblico ministero Stefania Mininni ha chiesto ed ottenuto dal gip Vincenzo Brancato una misura di allontanamento dalla casa famigliare

con obbligo di versamento di 400 euro in favore della moglie e dei figli e il divieto di avvicinamento dai posti frequentati dalla donna. A questa situazione, per certi versi paradossale, si è arrivati, secondo quanto accertato dai carabinieri della stazione di Squinzano guidati dal maresciallo Giovanni Dellisanti, dopo una serie di minacce anche di morte da parte dell’uomo nei confronti della moglie. Sarebbe stata molestata, seguita dappertutto anche nei luoghi da lei frequentati e nelle vicinanze della sua abitazione tanto da procurarle un perdurante stato d’ansia e di paura da costringerla a modificare le proprie abitudini di vita. Oltre a pesanti offese verbali, si fa riferimento anche ad un episodio in cui l’uomo avrebbe aggredito fisicamente la moglie tirandole gomitate in pancia nonostante fosse a conoscenza del suo avanzato stato di gravidanza procurandole lesioni giudicate guaribili in 5 giorni. In una seconda circostanza, poi, il 28enne avrebbe tentato di investire lei ed il figlio che si trovava nel passeggino. I fatti sarebbero andati senza sosta dal giugno 2011 al maggio del 2012.

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