Sfruttiamo troppo i nostri mari e ne consumiamo eccessivamente le risorse. E, sulla spiaggia, l’aggressione alle coste non va meglio: cementificazione e abusivismo, insieme con la privatizzazione del demanio, sono pericoli sempre in agguato.

A lanciare l’ennesimo eco-allarme e’ rapporto, presentato di recente, ‘Mare Monstrum’ di Legambiente. I reati contro l’ecosistema marino – registrati dal report basato sul lavoro delle Forze dell’ordine e delle Capitanerie di porto nel 2011 – sono stati 13.149, le denunce e gli arresti sono stati quasi 16.000 (15.790), i reati hanno sfiorato i 4.000 (3.870). Il reato piu’ diffuso e’ la pesca di frodo con 4.936 infrazioni accertate (37,5% del totale dei reati, piu’ 182,4% rispetto all’anno precedente, 5.133 denunce e 1.036 sequestri). Segue l’abusivismo edilizio con 3.171 infrazioni (24,1% del totale, meno 9,3% rispetto al 2010, 4.762 denunce e 1.298 sequestri). Ci sono poi i pericoli legati ai depuratori e all’inquinamento da idrocarburi con 2.669 infrazioni (20,3% dei reati, meno 29,4% rispetto al 2010, 3.449 denunce e 1.118 sequestri), e quelli connessi al codice di navigazione e nautica da diporto (2.373 infrazioni, 18% del totale, meno 15% su 2010). Nella mappa italiana degli assalti alla costa la prima regione e’ la Campania con 2.387 reati accertati pari al 18,2% del totale. Seguono, nella top five, la Sicilia (1.981 reati pari al 15,1% del totale), la Puglia (1.633 reati pari al 12,4% del totale), la Calabria (1.528 reati pari al 11,6% del totale), la Sardegna (1.067 reati pari al 8,1% del totale).

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