Foto Antonio Castelluzzo

“Io con l’omicidio di Spalluto non ho nulla a che vedere”. Si è svolto questa mattina davanti al gip Ines Casciaro l’interrogatorio di convalida di Andrea Polimeno, il 23enne leccese, arrestato nella notte tra sabato e domenica con l’accusa di evasione e fortemente sospettato, anche se al momento

non ancora formalmente indagato, dell’omicidio del giovane Valentino Spalluto, il 20enne di Surbo, ucciso con due colpi di pistola giovedì pomeriggio mentre era impegnato nell’allestimento del palco per il concerto della cantante Laura Pausini. Il giudice ha convalidato l’arresto e ha disposto una misura cautelare in carcere per l’accusa di evasione. Nel corso dell’interrogatorio, alla presenza del pubblico ministero Carmen Ruggiero, il magistrato sul cui tavolo si trova il fascicolo sull’omicidio, il giovane è stato nuovamente ascoltato circa un suo eventuale coinvolgimento nell’efferata esecuzione. Assistito dall’avvocato difensore Giovanbattista Cervo, Polimeno ha nuovamente ribadito quanto già dichiarato nel corso del lungo interrogatorio avvenuto nella notte tra sabato e domenica. Lui, con l’omicidio di Spalluto, non c’entra assolutamente nulla. Le dichiarazioni fornite da quattro testimoni che riferiscono di aver notato Polimeno in sella ad uno  Scarabeo 150 di colore grigio e con il volto coperto da un casco di colore scuro sul luogo dell’omicidio sarebbero delle semplici illazioni di gente che lo vorrebbe solamente incastrare. Tra l’altro, il 23enne, ora in prova al Sert e che il prossimo 18 settembre dovrà comparire davanti al giudice per un suo eventuale affidamento ai servizi sociali, aveva una semplice conoscenza della vittima. I due si sarebbero incrociati in una sola occasione all’interno degli uffici della Questura. E allora perchè Polimeno è stato trascinato nell’inchiesta. Ci sarebbero oltre alle dichiarazioni dei testimoni, le fattezze fisiche simili al killer, altezza, tatuaggio e conformazione fisica e l’utilizzo di uno Scarabeo e un litigio avvenuto con la vittima in precedenza. Su questi due ultimi punti, però, Polimeno è stato chiaro riferendo, come nel suo quartiere di residenza, ci siano almeno altri 50 scooter dello stesso modello. E poi, all’ora dell’omicidio, secondo una memoria difensiva che il suo legale depositerà a breve, Polimeno si trovava a casa così come confermerebbero alcuni suoi parenti stretti. Sul litigio, il 23enne è rimasto piuttosto vago. Si sarebbe trattato di un semplice screzio scaturito per futili motivi, ancora non ben delineati. Nella giornata di domani, poi, è previsto l’interrogatorio del fratello di Andrea, Alessandro, assistito sempre dall’avvocato Cervo e arrestato anch’egli nella giornata di sabato con l’accusa di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. La sua posizione, però, sembrerebbe al momento, marginale rispetto a dinamiche e logiche dell’omicidio di Piazza Palio.

 

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