La Corte di Giustizia federale ha reso note sul proprio sito www.figc.it le motivazioni delle sentenze su Grosseto e Lecce, sulla posizione del presidente del Grosseto Piero Camilli e dell’ex presidente del Lecce Pierandrea Semeraro riguardo ai filoni di Cremona e Bari del processo sul calcio scommesse.

 

 

L’accordo corruttivo relativo alla partita Bari-Lecce del 15 maggio 2011 “vide la piena, consapevole, fattiva e decisiva partecipazione di Semeraro”. Questa la tesi espressa dalla Corte di giustizia federale nelle motivazioni della sentenza d’appello del terzo processo stagionale sul calcioscommesse. Nelle 42 pagine completamente dedicate all’esame dei ricorsi presentati dall’ex presidente del Lecce Pierandrea Semeraro e dallo stesso club salentino, escluso dalla serie B per il comportamento illecito del proprio massimo dirigente, l’organo presieduto da Gerardo Mastrandrea ricostruisce nel dettaglio i diversi momenti della combine del derby Bari-Lecce, decisivo per la permanenza dei giallorossi in serie A.

“Dopo che Masiello e Carella – si legge nel documento pubblicato sul sito della Federcalcio – maturarono l’idea di offrire al Lecce la disponibilita’ a tradire la causa della lealta’ e dell’onore sportivo, (…) Carella non ebbe esitazioni nell’individuare in Quarta l’ideale tramite con la societa’ del Lecce consapevole degli stretti rapporti di quest’ultimo con Semeraro. Parti’, cosi’, gia’ dal 12 maggio 2011 il sistema dei rapporti triangolari tra Carella, Quarta e Semeraro”. La Corte ricostruisce i numerosi contatti telefonici avvenuti tra i tre soggetti in questione nei successivi due giorni, per poi concludere: “Il culmine di questa negoziazione viene raggiunto tra il giorno prima della partita e quello del suo svolgimento. Non solo la vigilia vede la visita di Carella e Giacobbe presso l’albergo in cui alloggiava il Bari e fa registrare la promessa di denaro a Bentivoglio, Parisi e Rossi; la mattina della gara viene finalmente consolidata la strategia fraudolenta che vede cinque telefonate prima della stessa tra Carella e Quarta, una al termine sempre tra i due e una ulteriore tra Masiello e Carella”

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