Qualcuno di voi starà certamente pensando al famoso bagno di mezzanotte: spumeggiante, gioioso, festaiolo, fumoso e … affollato!
Invece no, io mi riferisco proprio ai bagni, intesi come servizi igienici … affollati anche quelli, soprattutto di ferragosto!

Quante volte vi è capitato di cercarne disperatamente uno e poi di trovare un bel gobbo con su scritto “Guasto”, “Fuori servizio”, “Riservato ai clienti”? Guarda caso, proprio in quel giorno!
Chissà poi se quel cartello rispecchia la verità!
Provate poi ad esprimere le vostre necessità con un mare di persone che vi arrivano addosso in acqua …. È praticamente impossibile!
È successo anche ad Emilio.
Da brava persona qual’era, provò ad ordinare prima un caffè e solo dopo chiese di utilizzare i servizi igienici. Gli fu risposto che erano fuori servizio, per cui non avrebbe potuto accedervi in nessun caso.
“Sa indicarmi dove posso trovarne altri?”
“E che bisogno c’è?! Può farla anche qui fuori!” – fu la risposta, molto sgarbata, della barista, figlia del titolare del bar.
Emilio sobbalzò indietro, replicando: “Come?” – più che altro per le maniere usate verso la sua persona, dinanzi ad altri clienti oltretutto.
Furono proprio le altre persone a suggerirgli un esercizio commerciale, poco distante da lì.
Ringraziò per la gentilezza, ma fu un po’ seccato dal dover ordinare un altro caffè.
L’avventura di Emilio si concluse, per fortuna, così.
Donatella, invece, non fu così fortunata. Replicò la disavventura di Emilio al primo bar, al secondo il bagno a quell’ora, dopo le sedici, era guasto, come per magia. Tentò allora in quello di un parcheggio, ma dovette ordinare nuovamente, ed era talmente sporco, per inciviltà di altre persone che ne avevano usufruito prima, che dette anche di stomaco.
Pur non potendo, provò ad entrare in acqua, con scarsi risultati. Proprio non ci riusciva, ed ora non solo aveva un bisogno disperato di un bagno, ma anche di indossare qualcosa di asciutto, togliersi il sale di dosso e la sabbia.
Riuscì a trovare un altro bar, molto più lontano, dopo una bella scarpinata, ma, così conciata, non la fecero accedere alla toilette.
Fortuna volle che, in quel momento, in strada, passassero delle sue amiche, dirette alla villa di una di queste. La raccolsero a bordo e la invitarono a stare con loro per il resto della serata e a dimenticare quella brutta disavventura, con buona pace di Donatella che, finalmente, poté avere il tanto sospirato bagno di ferragosto.
Giuseppe, invece, andò per le spicce.
Considerato che, ormai era quasi sera e aveva finito di mangiare da poco, non volle entrare in acqua, perché sarebbe dovuto rincasare di lì a breve, ed anche perché avrebbe rischiato una congestione.
Dalla spiaggia in cui si trovava, ad arrivare a casa, ci voleva almeno un’altra oretta e, frattanto, si presentò una necessità impellente.
Provò al bar, al parcheggio, ad un chiosco, alla spiaggia vicino, ad un ristorante, nulla! Tutti i bagni erano fuori uso, per non dire “sold out” in alcuni casi, data la fila interminabile. Quelli ecologici, per carità! Neanche a parlarne! Erano pietosi!
L’unica cosa che aveva ottenuto era stata un bel bruciore alla bocca dello stomaco, per tutti i caffè che aveva bevuto per poter ottenere una toilette.
L’unica disponibile si era appena guastata, non per finta, ma a causa di persone poco responsabili.
Disperato, provò anche a suonare a casa delle persone, per chiedere di utilizzare il bagno, anche perché era arrivato al limite, non ce la faceva davvero più.
Lo presero per un maniaco e qualcuno pensò bene di chiamare la polizia.
Lo individuarono immediatamente, perché suonava i campanelli e piangeva, al che un poliziotto gli chiese: “Si sente male per caso? Come mai le è venuto in mente di fare una cosa del genere?”.
Giuseppe, ballando una specie di pizzica sul posto, ribatté: “Sto male si, sto male! E per colpa dei commercianti e di altre persone! Ho veramente necessità di un bagno, ma nessuno ne ha uno funzionante. Non sa quante me ne siano capitate!”.
“Venga con me” – replicò l’altro poliziotto – “Adesso la conduco io ad un posto qui vicino”.
Giunti sul luogo, Giuseppe ribatté: “È inutile! Qui ho già provato”.
“Ma cosa dice signore?” – fu la replica della ragazza del primo bar, quella che aveva risposto sgarbatamente ad Emilio – “Non l’ho mai vista qui”, temendo che quelli avesse sporto denuncia, data la presenza della polizia.
“Lo dice proprio lei, che è stata maleducata con chiunque le abbia chiesto di utilizzare i servizi igienici! E questo, malgrado abbia detto a tutti che bisogna ordinare prima. E lo abbiamo fatto! Sa che c’è? Visto che di caffè ne ho bevuti veramente tanti, mi hanno innervosito, e considerato che lei è veramente irritante, sporgo denuncia adesso e le faccio chiudere tutto!”.
“Signori, prego! Calmatevi! Lei usufruisca pure del bagno, ché, a quanto abbiamo compreso, funziona perfettamente. Lei, invece,” – rivolgendosi alla ragazza – “ … cominci a prendere la licenza e ad esibirci tutti i documenti che le chiederemo, perché una bella sanzione non gliela toglie nessuno”.
Uscito il signore dal bagno, rilassato come non mai, la ragazza iniziò ad inveire contro di lui e ad addebitargli ogni colpa, al che, Giuseppe le rispose, una volta andata via la polizia: “Non si adiri! Si faccia un bel bagno! Dopotutto, siamo a ferragosto, no?!”.
Fine
Ogni riferimento a fatti, persone, situazioni, è puramente casuale