Foto Antonio Castelluzzo

Riduzioni e aumenti dell’Imposta Municipale Unica sono stati al centro del dibattito dell’assise comunale di oggi. Alle detrazioni sulle prime case per agevolare i proprietari di un unico immobile, segue un sostanziale aumento per i possessori di più proprietà immobiliari, piccoli sconti per investimenti di energia alternativa e ristrutturazioni

 

Alle aliquote indicate dal governo centrale, il 4 per mille sulle prime case e il 7,6 per mille dalle seconde in poi, i comuni italiani hanno facoltà di modifica. A Lecce, in virtù di una previsione d’entrata da gettito Imu di 37 milioni e 170 mila euro e per i quali si riducono notevolmente i trasferimenti statali, passando da più di 21 milioni del 2011 a 8 milioni e 600mila euro per il 2012, gli amministratori hanno individuato un errore di conteggio che li porterebbe ad incassare un massimo di 29 milioni e 600 mila euro. A fronte di questi dati che, come ha spiegato l’assessore al Bilancio Attilio Monosi, penalizzano le casse comunali e la spesa corrente per il 2012, e che ha vanificato la riduzione al 3 per mille della prima casa, l’amministrazione leccese si vede costretta ad aumentare l’aliquota per i secondi immobili fino al 10 per mille. A questa vessazione seguono due interventi di virtuosismo, come li ha definiti Monosi, per chi ha propensione all’investimento e installa impianti fotovoltaici domestici o ristruttura vecchi immobili come da decreto 380 del governo centrale. In tal caso si avrebbe lo sconto di un punto sull’aliquota sia che si tratti di prima casa o successive. Una stangata che non fotografa il tessuto sociale e non tiene conto delle divergenze tra i possessori di secondi immobili, secondo la minoranza, che non prende in considerazione i destinatari di attività commerciali o artigianali, già “spremuti” dagli aumenti contingenti. “Bisognerebbe utilizzare la leva fiscale con maggiore cognizione”, il consigliere di Lecce Bene Comune, Carlo Salvemini, ha messo in evidenze le possibili disparità sociali che si creano con un provvedimento omogeneo privo di monitoraggio della popolazione e delle disponibilità oggettive dei cittadini. La discussione, protrattasi tra le dichiarazioni favorevoli dei gruppi di centrodestra Fli, Io Sud, Grande Lecce, Pdl, Lecce città del mondo e La Puglia prima di tutto, ha trovato il parere contrario del centrosinistra che, dopo l’approvazione della delibera con 22 voti favorevoli su 31 votanti, ha inteso emendarla a firma del consigliere Pd, Antonio Rotundo, che ha chiesto la riduzione al 7,6 per mille per le seconde case concesse in uso di un parente entro il primo grado,  a condizione, ha specificato Monosi, che siano residenti nell’immobile con relative utenze da più di un anno, e che presentino apposita domanda entro i termini previsti dal regolamento. Passato anche l’emendamento.

La stangata fiscale ha riguardato, inoltre, i gestori di esercizi commerciali che occupano il suolo pubblico. E’ stata infatti approvata la delibera che disciplina l’applicazione della tassa per l’occupazione del suolo pubblico e il rilascio dello stesso. E’ discriminante – secondo il sindaco Perrone – la riduzione delle tasse per i gestori di chioschi posticci che occupano il suolo pubblico a fronte di altri gestori in pianta stabile che hanno una maggiore pressione fiscale. L’innalzamento del coefficiente per la Tarsu, porterebbe ad un riequilibrio tra i diversi esercizi commerciali, ad eccezione delle edicole per le quali il coefficiente si abbassa dallo 0,6 allo 0,3 per cento. Anche questa delibera è stata oggetto di modifica che ha stabilito un aumento del 20 per cento per il 2012, del 40 per il 2013, del 70 per il 2014 fino al 100 per cento dell’anno successivo quando la tassa andrà a regime.

L’approvazione del condono Tarsu è stato invece oggetto di contestazioni da parte dei consiglieri di minoranza, Torricelli e Salvemini, che hanno individuato una contraddizione in termini per un governo che, se da un lato intende perseguire gli evasori, dall’altro li aiuta. Nessuna agevolazione agli evasori è stata la risposta di Monosi, semplicemente il recupero dell’evasione parziale accertata intorno al 25 per cento.

L’istituzione dell’imposta di soggiorno, di 2 euro procapite per Bed and Breakfast e per le strutture ricettive a 2 e 3 stelle, di 3 euro per tutte le altre, prima dell’approvazione è stata modificata secondo l’emendamento presentato dalla consigliera Io Sud, Francesca Mariano, con una riduzione del 50 per cento per chi ospita scolaresche in visita didattica, per sportivi di età inferiore a 16 anni, per i titolari di strutture ricettive che applicano convenzioni.

 

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