Un risanamento annunciato e un altro che non si vede all’orizzonte. Un “interesse pubblico” raggiunto e “un interesse prettamente politico intollerabile”. Il parallelo tra la Stp e la Terme di Santa Cesarea Spa è il presidente della Provincia di Lecce, Antonio Gabellone, a farlo.

Nudo e crudo, durante la conferenza stampa convocata nella sede dell’azienda di trasporti, in via San Cesario, a Lecce. Il numero uno di Palazzo dei Celestini non ha peli sulla lingua: “La Stp è una partecipata che dovrebbe essere presa a modello. Più volte siamo stati chiamati dall’ex presidente della Provincia Giovanni Pellegrino a decretare la ricapitalizzazione dell’azienda, ma ci era stato detto che la prospettiva sarebbe stata lo stesso quella di portare i libri in tribunale e dichiarare il fallimento. Oggi vi dimostriamo che abbiamo intrapreso un percorso sofferto ma vincente. Lo stesso che dovrebbe fare la società che gestisce le Terme, dove socio di maggioranza è la Regione Puglia e noi siamo soci di minoranza. È evidente che lì a prevalere sono interessi prettamente politici, se viene riproposto un presidente del cda che per tre anni non ha frenato le perdite. Non ci si sta preoccupando di trovare una soluzione e questo significa che non si vuole dare garanzia al mantenimento dei posti di lavoro, né, tanto meno, si considera quella risorsa volano di sviluppo per il territorio. Il presidente Vendola dimostra di non essere attento a questo”. Insomma, una spaccata di polemica che trafigge la presentazione dei dati sul risanamento dell’altra partecipata da Provincia e Regione, la Stp, appunto. “Annunciamo che quest’anno raggiungeremo il pareggio di bilancio”, chiosa l’amministratore unico Luigi Pepe, mentre sciorina i numeri che, a tappe forzate, hanno portato a questo risultato. “Quando sono arrivato, due anni e sei giorni fa, ho dovuto ripianare debiti dovuti a incuria e menefreghismo, a scelte che sono roba da galera. Pensate che 24 dipendenti sono stati accompagnati al prepensionamento nove, dieci, in alcuni casi, addirittura 22 anni prima. Il tutto per un costo totale di 1.581.000 euro, le cui rate le stiamo pagando ancora adesso”. Ma è sui contratti di solidarietà applicati per la prima volta in Italia alla categoria degli autoferrotranvieri che Pepe punta l’attenzione. “Ci chiamano da Modena, Caserta, dappertutto, perché prendono spunto da noi. E questo ci ha portato a risparmiare 786mila euro, con un sacrificio minimo per i lavoratori”: poi c’è il capitolo prepensionamento. Sono 25 i dipendenti andati via in questi ultimi due anni, “senza incentivo, ma con trattativa amichevole, che ci ha portato a risparmiare circa 750mila euro”. Tra di loro anche il direttore generale dell’azienda, su cui dalla stessa maggioranza di centrodestra in Provincia si è fatto ostruzionismo, tanto che il consigliere pidiellino Mino Frasca ne ha chiesto la rimozione perché “una poltrona da 60mila euro l’anno” è stata offerta a un pensionato e non a un giovane. “ Frasca non si è documentato- ha risposto Pepe- perché lui doveva rimanere fino a 65 anni, ma ha ascoltato la mia richiesta e andare in pensione di anzianità senza le tasche piene, portando un risparmio di 120mila euro”. Pepe fa i conti della serva anche nei subaffidi. Il contratto di trasporto pubblico, infatti, la Regione lo ha non con Stp ma con il Cotrap, il consorzio di cui la partecipata fa parte e all’interno del quale è possibile sub affidare fino al 20% delle percorrenze ad un altro socio, al costo di 1,10euro al km, piuttosto che 1,61, quanto cioè corrisponde Bari. “Questo ha significato che, mantenendo fermi 35 automezzi, risparmiando anche gasolio, noi ci abbiamo guadagnato circa 900mila euro”.
Ecco perché è stato possibile acquistare i nuovi automezzi snodati da 18metri. I primi tre sono stati presentati oggi, gli altri quattro arriveranno nei prossimi mesi.

[widgetkit id=30]

 

ATTENZIONE: i commenti non sono moderati dalla redazione, che non se ne assume la responsabilità. Ogni utente risponderà del contenuto delle proprie affermazioni.