Non una strada qualunque di Lecce ma via Palmieri, quella che da Porta Napoli conduce al Duomo, il monumento tra i più rappresentativi della capitale del barocco, frequentata soprattutto nel periodo estivo da centinaia di turisti al giorno, in questa torrida estate vive il disagio dello stazionamento dei senzatetto.

Una situazione di profondo degrado urbano che ha spinto i commercianti della zona a firmare un esposto al Prefetto, dopo numerose e inutili richieste di intervento alle forze dell’ordine

Commercianti e residenti di via Palmieri e via Libertini, adiacenti a Piazza Duomo, hanno esposto la situazione in cui versa la zona, “assediata” da tempo da un gruppo di barboni che stazionano tra le due vie del centro storico e dove praticano l’accattonaggio, tra fiumi di alcool e di rifiuti biologici. A nulla sono valse le lamentele finora rivolte alle forze dell’ordine da parte dei residenti, quando i senzatetto, ubriachi, degenerano in comportamenti molesti o atti osceni in pubblico. “Gli occasionali interventi – si legge nella nota inviata al Prefetto di Lecce Giuliana Perrotta e per conoscenza al sindaco e al questore – hanno avuto come unico risultato un aumento degli scoppi d’ira dei vagabondi”. Nemmeno gli interventi del 118 e degli operatori sanitari competenti, chiamati in occasione delle alterità da alcool, hanno placato i comportamenti dei soggetti interessati. “Difficile descrivere la situazione in cui versa Piazzetta Panzera, a 100 metri dal Duomo – raccontano i commercianti degli esercizi limitrofi – i miasmi da necessità fisiologiche con il caldo si intensificano, per non parlare del decoro urbano, oramai solo un ricordo, perché sostituito dalle decine di cartoni e stracci che i clochard usano come giaciglio. E proprio sulla legge 94/2009 contro il degrado urbano che i residenti si appellano e chiedono al Prefetto l’allontanamento dei senzatetto e la bonifica dell’intera area, peraltro di elevata importanza storico-culturale. Tre in particolare sono i soggetti posti all’attenzione delle autorità: una coppia giovane ed un signore anziano, accattoni provenienti da uno dei paesi comunitari e quindi con diritto di soggiorno in base agli accordi di Schengen del 1985, firmato dall’Italia nel 1990. Con il trattato di Schengen, si introdusse un regime di libera circolazione per tutti i cittadini degli Stati membri per un periodo di tre mesi, oltre il quale il diritto di soggiorno è soggetto ad alcune condizioni come l’esercizio di un’attività autonoma o subordinata, della disposizione di risorse economiche sufficienti e di un’assicurazione malattia al fine di non divenire un onere a carico dell’assistenza sociale dello Stato membro ospitante durante il soggiorno. A questo proposito, specifica la direttiva 2004/38/CE, gli Stati dell’Unione non possono fissare l’ammontare delle risorse considerate sufficienti, ma devono tener conto della situazione personale degli interessati. Altro requisito è quello di  seguire una formazione in qualità di studente  e disporre di risorse sufficienti e di una assicurazione malattia, evitando così di diventare un onere per il sistema di assistenza sociale dello Stato membro ospitante durante il soggiorno.
Il comune di Lecce, in più occasioni, l’ultima durante la scorsa campagna elettorale, ha avuto premura di accogliere i senzatetto in un unico spazio, l’ostello di San Cataldo, al riparo dalle intemperie invernali e per un periodo limitato, mentre è di ieri la richiesta a mezzo stampa dell’assessore alle Politiche Ambientali, Andrea Guido, di segnalare qualsiasi forma di accattonaggio in cui si fa uso di animali domestici, cani-gatti, che poi vengono successivamente maltrattati e abbandonati. Le segnalazioni della popolazione, qualora si abbia riscontro, sono fondamentali per le forze dell’ordine, come è fondamentale la preparazione giuridica dell’amministrazione e degli assessorati al ramo che sono chiamati a dare decoro ad una città che si propone ad alta vocazione turistica.

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