Per giorni senza doccia e costretti ad usare l’acqua minerale per qualsiasi cosa: per l’igiene intima, per il lavaggio del cibo, persino per scaricare il water. È la terribile vacanza trascorsa da una famiglia trentina che, il mese scorso, aveva affittato una casa-vacanza a Torre Vado. Un’Odissea di disagi, che ha trasformato quella che sarebbe dovuta essere vacanza da sogno in incubo. Ora chiedono il risarcimento.

Navigando su un sito di vendita immobiliare locale, la famiglia aveva scelto un appartamento nella zona alta di Torre Vado, splendida marina di Morciano di Leuca. La casa era dotata anche di un serbatoio privato (era anche specificato nell’annuncio immobiliare) per prevenire eventuali abbassamenti della pressione dell’acqua, problema diffuso nella zona. Dopo avere raggiunto la Puglia ed essere entrati in possesso delle chiavi di casa, i turisti trentini, sei persone in tutto, compresi due anziani, hanno iniziato la loro villeggiatura. Ben presto, però, la loro vacanza è diventata tutt’altro che tale. Sin dal primo giorno, infatti, dal rubinetto di casa sarebbe uscito appena un filo d’acqua, per poi esaurirsi definitivamente per quattro, lunghi giorni. I disagi sono stati notevoli: per qualsiasi cosa, i vacanzieri hanno dovuto utilizzare l’acqua minerale. Per lavare frutta e verdura, per l’igiene intima e via dicendo. I problemi, nonostante siano stati tempestivamente segnalati alla padrona di casa, una 51enne del posto, sarebbero continuati per ben 10 giorni, dal 7 al 17 luglio. Solo dopo, esasperati dal menefreghismo della proprietaria dell’appartamento, i turisti hanno deciso di contattare la polizia municipale. Strano ma vero, dopo poche ore l’intervento della polizia locale, l’acqua è ritornata nella casa, per buona pace della famigliola, che ha potuto così trascorrere serenamente gli ultimi 4 giorni di vacanza.
Ai turisti del nord, però, non è andata affatto giù quella villeggiatura da incubo e, nei giorni scorsi , hanno deciso di affidarsi ad un avvocato e ad un’associazione di tutela dei diritti del consumatore, per ottenere il risarcimento danni.
Ed è così che – ahinoi- nel giro di pochi giorni, dopo i circa cinquanta turisti rimasti intossicati dal cibo di un villaggio turistico nei pressi di Ugento, il Salento torna a fare una brutta, pessima figura.

 

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