Secondo interrogatorio in appena 24 ore per Salvatore Milito, il 40enne di Squinzano, arrestato mercoledì scorso in Contrada “Restinco”, alla periferia di Brindisi. Questa mattina, Milito, assistito dagli avvocati Gabriele Valentini, in sostituzione dell’avvocato Giovanni, e Cosimo Rampino, doveva fornire al Gip

Annalisa De Benedictis, nell’interrogatorio di garanzia, indicazioni sul tentato omicidio di Luca Greco e Marino Manca, ma l’arrestato ha scelto la via del silenzio. Non si è quindi neppure approfondito un altro aspetto: ossia un presunto coinvolgimento di Milito nelle rapine e furti compiuti dalla famigerata banda dell’Audi A6. Alla presenza del sostituto procuratore Giuseppe Capoccia, titolare dell’indagine insieme a Guglielmo Cataldi, Milito ha invece fornito ampie delucidazioni su una lettera sequestrata due giorni fa dagli agenti della polizia penitenziaria in carcere e destinata ad un suo amico sempre di Squinzano. Nonostante sulla lettera fosse riportato il nome della moglie come presunto mittente, Milito si è addossato la paternità della missiva spiegando come nel contenuto fossero inseriti solo commenti su faccende personali e famigliari e nella quale Milito specificava come i propri fratelli gli volessero bene. Insomma, nessun riferimento ad attività illecite.

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