Alla manifestazione nazionale di domani mattina a Roma, partecipa un folto gruppo di leccesi. Due pullman partiti dal capoluogo saletino, raggiungeranno la capitale in occasione della giornata di sciopero dei servizi pubblici indetta da Cgil, Flc Cgil, Fp Cgil, Uil Fpl, Uil PA

“AGD” è l’acronimo che compare sul manifesto dello sciopero e che sta per: “Abbiamo già dato!”. Così rispondono i lavoratori dei servizi pubblici, scuola e università compresi, alle scelte del Governo Monti sul lavoro pubblico.

Il cosiddetto Decreto “spending review”, convertito in legge ad agosto, è l’atto di una serie di interventi di natura finanziaria che, a cominciare dal precedente decreto “salva-Italia”, hanno operato su di un’unica direttrice di marcia: il restringimento dei perimetri e degli spazi pubblici quali pre-condizioni per la completa liberalizzazione/privatizzazione delle attività pubbliche.

Tutto ciò aggravato dall’ipocrita e a tratti schizofrenico comportamento del Governo sul sistema delle relazioni con le parti sociali.

La “spending review” del Governo, in assoluta coerenza con l’impostazione dei provvedimenti precedenti, consegna al Paese una riflessione che lo sciopero generale vuole contrastare: l’idea che, lungi dal voler riformare, riorganizzare, migliorare l’azione pubblica, gli interventi governativi perseguono la ridefinizione del sistema, il ridisegno del welfare attraverso un nuovo rapporto fra cittadini e diritti, fra bisogni e tutele, fra pubblico e privato.

La mobilitazione, lo sciopero del 28 settembre e le iniziative che seguiranno rivendicano un ripensamento radicale degli interventi assunti nei provvedimenti “spending rewiev” è un’occasione per rilanciare un’idea di riorganizzazione e valorizzazione del lavoro pubblico in risposta agli effetti devastanti della crisi in atto: rimettere al centro i cittadini, i giovani, i pensionati, i precari e i disoccupati, i loro bisogni, la loro maggiore richiesta di tutela e protezione sociale è la grande sfida che lo sciopero si incarica di lanciare al Governo.

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