“Un commando armato e incappucciato mi ha puntato la pistola appena entrato in villa Carli. Io non ho partecipato a nessun incontro”. Questo avrebbe detto, nel corso dell’interrogatorio di convalida dell’arresto in carcere il 40enne di Squinzano Marino Manca, davanti al gip Annalisa De Benedictis. L’uomo è stato arrestato con l’accusa di tentato omicidio

Sarebbe stato lui, secondo gli investigatori ad accoltellare il proprietario di casa, Luca Greco, 40 anni, nel corso del presunto summit della droga che si sarebbe volto nella sua abitazione sabato pomeriggio. Greco è in manette, con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di 40 grammi di cocaina e attualmente si trova ricoverato presso il Vito Fazzi di Lecce e piantonato dai carabinieri. “Erano due, col volto coperto”- avrebbe spiegato al giudice in presenza del suo avvocato Antonio Savoia. Lui si sarebbe recato presso la villa alle porte di Squinzano per lasciare un’automobile. Alla vista dei banditi sarebbe fuggito via.

 

Diametralmente opposta la ricostruzione fornita dagli investigatori che invece sono convinti che a quell’incontro, sfociato nel sangue, Manca abbia partecipato. E non solo lui. Due altri uomini sono ricercati dai carabinieri della Compagnia di Campi Salentina e del Nucleo investigativo del Reparto operativo. Si tratterebbe di un 30enne leccese e di un 40enne di Squinzano, entrambi già coinvolti in altre indagini.

Il fascicolo intanto è passato nelle mani del sostituto procuratore della Direzione distrettuale antimafia Guglielmo Cataldi . Ciò che sta accadendo a Squinzano, dopo sabato pomeriggio, non lascia presagire niente di buono: due sparatorie in piena notte. Una, l’ultima, nella zona 167.

Le indagini vanno avanti senza sosta.

 

 

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