La Puglia presenta una  superficie investita ad olivo, secondo gli ultimi dati ISTAT (2010) di 374.450 ettari, pari al 32% del totale investito in Italia. Circa l’11% di tale superficie è coltivata con metodi di produzione biologica, rappresentando circa il 25% a livello nazionale. 

Questi alcuni dati emersi stamattina durante il convegno “Olio, bandito il falso d’autore: tracciabilità e trasparenza per l’olio extra vergine di oliva”, organizzato da Coldiretti Puglia e UNAPROL in collaborazione con il Comando Carabinieri Politiche Agricole e Alimentari nell’ambito del programma Agrimed (Fiera del Levante) promosso dall’Assessorato alle Risorse Agroalimentari della Regione Puglia.
Al convegno sono intervenuti, dopo il saluto del Presidente della Fiera Gianfranco Viesti, il Direttore Generale UNAPROL Pietro Sandali, Il Presidente Coldiretti Puglia Pietro Salcuni, l’Assessore regionale alle Risorse Agroalimentari Dario Stefàno il  Colonnello Comandante Carabinieri Politiche Agricole e Alimentari Maurizio Delli Santi, il Capitano Vincenzo Ferrara, Il Professor Maurizio Servili dell’Università degli Studi di Perugia, il nutrizionista Ciro Vestita e la Senatrice Colomba Mongiello.
Le conclusioni sono state affidate al Presidente UNAPROL COI Massimo Gargano. L’incontro è stato moderato da Michele Bungaro.       
Nel corso del convegno è stato anche presentato anche il disegno di legge 3211 di cui è relatrice la senatrice Colomba Mongiello.
“L’iniziativa di stamattina – ha sottolineato l’Assessore Regionale alle Risorse Agroalimentari Dario Stefàno e Coordinatore nazionale della Commissione Politiche Agricolenel corso del convegno-  mette in evidenza un progetto normativo su un tema importante come quello della tracciabilità. Il DDL fa un tentativo vero che vuole colmare un vuoto normativo.
“Con i miei colleghi Assessori regionali – ha continuato Stefàno – ho espresso parere favorevole ad una norma che certamente contiene degliinteressanti elementi di novità. Auspichiamo che sia data la massima celerità all’iter del provvedimento nell’interesse dell’intero Sistema Paese.
“Come Regione Puglia, siamo particolarmente sensibili – ha rimarcato Stefàno – ai temi della tracciabilità, della qualità, della trasparenza, del contrasto alle frodi agroalimentari e all’agropirateria.Il marchio di qualità  “Prodotti di Puglia” è oggi una realtà. Abbiamo dovuto superare anche le iniziali censure in sede comunitaria motivando con forza le nostre ragioni che finalmente ci sono state riconosciute.  Una realtà che gode della condivisione dell’intero Sistema agricolo eche, nella rilevante logica della filiera, tenta di affermarsi in maniera volontaria nell’attesa che si colmi il gap normativo”.
“ Non posso, però, non registrare per l’ennesima volta – ha concluso Stefàno – come l’agenda del Governo nazionale sia ancora distratta sui contenuti e sulle questioni dell’agricoltura e dell’agroalimentare. Eppure negli ultimi tre anni, l’unico spicchio economico che ha tenuto è stato quello dell’agricoltura e del suo indotto.  L’Italia non può mostrarsi  debole e arretrare timorosa di fronte alle censure dell’Unione Europea. Il nostro Paese sui temi agricoli deve, nei momenti decisivi, avere il coraggio di forzare la mano perché misura un interesse più elevato rispetto agli altri stati dell’Unione che possono, invece, coltivare anche un  proprio tornaconto ostacolando le legittime aspirazioni dei nostri produttori”.