Il Consiglio regionale di ieri si è chiuso per assenza del numero legale richiesto dal presidente del gruppo Udc, Salvatore Negro, prima della discussione sulla regolamentazione dell’energia da fonti rinnovabili. Approvato il veto sulle trivellazioni

 

A margine della seduta di ieri, il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità un ordine del giorno per la “salvaguardia delle acque antistanti le coste pugliesi dall’estrazione di idrocarburi in mare”, con il quale il presidente del Consiglio regionale Onofrio Introna impegna il Governo regionale “ad opporsi con ogni atto necessario alle decisioni del governo nazionale che autorizzano prospezioni nel sottosuolo marino e consentono qualsiasi attività di sfruttamento del mare e di ricerca e coltivazione di idrocarburi liquidi in Adriatico e nello Ionio”. L’unica nota positiva dell’assise che si è chiusa con una velenosa polemica sulla governabilità del presidente Vendola. E’ stato infatti il capogruppo Udc, Negro, a chiedere la verifica del numero legale facendo andare sotto la maggioranza.

“Il presidente Vendola è troppo distratto dagli impegni della campagna elettorale nazionale, trascura gli interessi della Puglia e non assicura il governo della Regione. In questo momento non c’è più una maggioranza e mancano i numeri per governare. È questa la realtà. Le offese di “infantilismo politico” rivolte all’Udc sono solo tentativo di spostare l’attenzione dal problema concreto e di ricompattare, per quanto possibile, quel che resta della maggioranza”, è stato il commento in una nota stampa di Negro.

Pronta la replica dei presidenti dei gruppi consiliari de La Puglia per Vendola, Angelo Disabato e Sinistra ecologia e Libertà, Michele Losappio: “Mentre i pugliesi e gli osservatori più attenti lodano la pratica di leale collaborazione istituzionale praticata in Regione dal centrosinistra guidato da Vendola e dal Pdl, il gruppo dell’UDC ha ritenuto opportuno farsi strumento di ingovernabilità per rispondere al richiamo dei suoi vertici nazionali in un’azione di filibustering contro i pugliesi. Contro i pugliesi, perché la richiesta del numero legale, sostenuta dal Pdl, penalizza una legge cui si è lavorato insieme, maggioranza e opposizione, per irrobustire la Puglia. Dunque la polemica o il danno non è verso Vendola ed il centrosinistra, ma verso i cittadini pugliesi. Irrompono surrettiziamente i temi della politica nazionale con consiglieri pronti a farsi clava per conto dei propri dirigenti nazionali e dei loro progetti politici. Un pessimo segnale, un dono malefico che vuole proiettarsi, come ha rivendicato il rappresentante di FLI, sul clima generale di collaborazione per frantumarlo. I cocci? Ai pugliesi”.

Lo scioglimento del Consiglio ha preceduto l’importante discussione sulle fonti rinnovabili che ha subito l’ennesima battuta d’arresto, “oggi abbiamo perso l’occasione di dotare la nostra regione di una legge di riordino alla quale le forze politiche in Consiglio stanno lavorando in sinergia da un anno” ha commentato il capogruppo Pd, Antonio Decaro. Si tratta, infatti, di discutere di una legge che tiene insieme le tre proposte di Pd, Sel, Udc.

Per sottolineare l’importanza e la validità del testo di legge in questione, Decaro ricorda innanzitutto “l’apprezzamento unanime di tutte le forze politiche per le audizioni delle Procure della Repubblica al fine di mettere il settore delle rinnovabili al riparo da infiltrazioni mafiose. Una legge – prosegue – che consente un riordino delle attività e degli iter autorizzativi per l’installazione di nuovi impianti; che ci permette di dare agli Enti locali uno strumento per governare il settore; e che ci dà la possibilità di ridurre il contenzioso. Stiamo rimandando l’occasione di dare alla Puglia precisi criteri per favorire ulteriormente la produzione di energia rinnovabile compatibilmente con la tutela dell’ambiente; orientando lo sviluppo del settore sia verso il fotovoltaico integrato sui tetti delle abitazioni delle famiglie e su quelli delle piccole e medie aziende pugliesi, sia verso le piccole centrali a biomasse a filiera corta per l’autoproduzione energetica delle aziende agricole e industriali. Data l’importanza del provvedimento all’esame del Consiglio, ma a prescindere dallo stesso – precisa il capogruppo Pd – non riesco proprio a comprendere le motivazioni che hanno portato a chiedere la verifica del numero legale in Aula, dal momento che sapevamo da questa mattina, guardando le richieste di congedo, che la maggioranza non aveva i numeri; e considerato che avevamo appena terminato la riunione dei capigruppo al fine di definire una posizione unitaria sui sub-emendamenti presentati oggi.”

“Sinceramente – sottolinea infine – mi aspettavo un atteggiamento più responsabile non solo da parte dell’Udc, ma anche dalle fila del Pdl. Ma forse, ho riposto troppa fiducia nell’opposizione. Per questo, chiedo al centrosinistra di non fidarsi piu’ del clima di leale collaborazione dichiarato anche oggi dalla minoranza e di tenere, d’ora in avanti, un atteggiamento piu’ attento a garantire il numero legale in Aula”.