Cresce l’allarme-lavoro nel Salento. Dalla lettura dei dati Inps elaborati dall’Ufficio Studi della Uil emerge che nella provincia di Lecce, rispetto ad agosto di un anno fa, il ricorso alla cassa integrazione ha subìto complessivamente un calo del 71,5%, passando da un totale di 273.189 ore

autorizzate in agosto 2011 a 77.888 nello stesso mese del 2012.
La cassa in deroga, rappresenta il 77,3% delle ore complessivamente autorizzate nel mese. Incidenza che, a livello regionale, è pari al 78,6. In particolare, le ore di Cig in deroga nella provincia di Lecce sono passate da 179.589 a 60.208 (-66,5% rispetto ad agosto 2011); la Cig straordinaria, da 93.600 a 17.680 (-81,1%). Una flessione che non attenua la preoccupazione del sindacato.

“E’ un calo dovuto all’ormai inesorabile avanzamento del fenomeno della chiusura delle nostre aziende e all’esaurimento, nella gran parte di esse, degli ammortizzatori sociali – spiega il segretario provinciale Uil, Salvatore Giannetto – Ne è prova il fatto che, da dicembre, altri 5.500 lavoratori salentini resteranno senza assegno: andranno infatti a esaurimento gli ammortizzatori sociali per 700 operai dell’Adelchi e per altri 1000 della Filanto; in scadenza, c’è poi la cassa integrazione in deroga per 230 operai della Romano, per altri 2500 dipendenti delle piccole imprese del manifatturiero, per altri mille del settore meccanico. E non dimentichiamoci – ricorda – che dal 2001 ad oggi, nel Salento sono scomparsi complessivamente ben 12mila posti di lavoro solo nel tessile, abbigliamento e calzaturiero”.

Anche rispetto al luglio scorso, le ore di Cig complessivamente autorizzate nel mese di agosto hanno registrato un calo: da 2.821.562 a 77.888 (-97,2%). In particolare, la Cig ordinaria è passata da 324.131 ore autorizzate a luglio 2012 a zero in agosto; si è registrato invece un aumento del ricorso alla Cig straordinaria, che da 2.528 ore autorizzate a luglio è passata a 17.680 ore autorizzate in agosto (+599,4%); per la Cig in deroga, sempre un calo: da 2.494.903 a 60.208 (-97,2%).

“Sulla base di questi dati – osserva il segretario Uil Lecce Giannetto – non sono più rinviabili politiche, sostenute da adeguate risorse pubbliche, mirate alla crescita e alla buona occupazione: ridurre le tasse per lavoratori dipendenti e pensionati, contenere i costi della politica, garantire anche nel 2013 sufficienti risorse per gli ammortizzatori sociali, riaprire i canali del credito per le pmi, indirizzare le risorse nazionali ed europee verso il Sud per rafforzare in particolare il settore manifatturiero, l’agricoltura, il turismo, il nuovo settore delle energie. Nel Salento la situazione è allarmante: le proteste dei dipendenti della ex Manifattura Tabacchi e della Omfesa, in questi primi giorni di settembre, non sono nulla rispetto agli effetti che potrebbe provocare l’esplosione di questa “bomba ad orologeria” già innescata. Sarebbe opportuno che la politica e le istituzioni locali, anziché rilasciare dichiarazioni soltanto quando le vertenze arrivano sotto la Prefettura, si muovessero e chiedessero al Governo interventi strutturali a sostegno della nostra economia. Si pone ormai – conclude  – anche il tema di come si potrà garantire, dal prossimo anno, una quota di reddito aggiuntiva a queste migliaia di lavoratori che potrebbero essere impegnate in attività utili alla collettività, collegate ad un reale processo di riqualificazione professionale”.