Fare chiarezza sugli intenti della Regione Puglia e ragionare su un confronto quanto piu’ partecipato tra i diversi livelli istituzionali per decidere insieme come agire sul tema del riordino delle Province. E’ stato un incontro istituzionale e operativo quello che si e’ tenuto ieri mattina nel padiglione istituzionale della Regione Puglia

della Fiera del Levante (‘Comunita’ locali e riordino delle Province – incontro con i sindaci’) di Bari a cui hanno partecipato l’assessore regionale al Federalismo Marida Dentamaro, le comunita’ locali e i sindaci sulla ipotesi di riorganizzazione ottimale del territorio in seguito alla applicazione del decreto legge sulla ‘spending review’. ”Il desiderio della Regione Puglia – spiega Dentamaro – e’ di massima disponibilita’ e apertura nei confronti delle volonta’ e delle iniziative delle comunita’ locali, naturalmente nell’ambito delle possibilita’ concesse dalla legge nazionale e nel rispetto dei tempi imposti da quest’ultima, per evitare di subire decisioni del Governo calate dall’alto. E’ questa una responsabilita’ – ha continuato – che l’amministrazione regionale non intende assumere, ad onta di chiunque tenti di bloccare od ostacolare il percorso, determinando l’unico effetto di consegnare altrove la decisione. Un intervento del Parlamento e del Governo sul riordino territoriale non e’ auspicabile: e’ questa la linea comune condivisa da tutti per evitare un caos generale nella gestione dei servizi e di tutte le funzioni delle Province che ugualmente manterranno le loro funzioni”. Marida Dentamaro si sofferma sullo specifico iter amministrativo, sostenendo che ogni proposta degli enti dovra’ essere formulata in tempo ”per consentire al consiglio regionale di deliberare entro il 24 ottobre e tenendo ben presente che, in assenza di iniziative comunali, le Province di Brindisi e Taranto potranno soltanto essere accorpate o tra loro, o entrambe a Lecce; mentre la Bat (Barletta-Andria-Trani ndr) sara’ automaticamente accorpata alla Provincia di Foggia in quanto l’altra provincia confinante (Bari) e’ destinata ad essere sostituita dalla citta’ metropolitana. In tutto questo resta intangibile il potere dei Comuni nelle scelte da operare, fermo restando di rispettare il paletto rigido della continuita’ territoriale. In questa fase e’ auspicabile che ogni comune non pratichi l’egoismo – conclude l’assessore – e’ necessario assecondare le esigenze e le vocazioni del territorio, pur essendo consapevoli che saremo destinati ad avere Province molto estese e disomogenee. Questa riforma puo’ e deve diventare occasione per dare finalmente impulso a quell’associazionismo tra Comuni che non e’ mai decollato, ma che potrebbe portare tanti benefici in termini di efficienza ed efficacia, di qualita’ dei servizi e di contenimento dei costi, rispettando al tempo stesso le specificita’ dei territori e lo spirito della spending review”.

 

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