Ancora un attentato nei confronti del pentito Alessandro Verardi. Sabato mattina, ignoti hanno piazzato un ordigno davanti all’abitazione della madre del 34enne di Merine, che da un po’ di tempo ha iniziato a collaborare con la giustizia. Fortunatamente, la bomba artigianale non è esplosa.

Una vendetta trasversale, in tipico stile mafioso, quella di colpire i familiari del collaboratore di giustizia. La bomba conteneva almeno mezzo chilo di esplosivo e, se fosse esplosa, avrebbe fatto un gran bel botto.
L’ordigno è stato scoperto sabato mattina in via Verga, dove abita la madre di Verardi. La segnalazione è stata inoltrata al 112, che in pochi minuti ha fatto accorrere i carabinieri della stazione di Lizzanello, i colleghi del radiomobile di Lecce e gli investigatori del nucleo investigativo, oltre all’artificiere del comando provinciale.
La bomba era stata avvolta nel nastro da imballaggio e la miccia era stata accesa, ma non aveva raggiunto il detonatore.
Nel luglio scorso, due malviventi esplosero sei fucilate contro l’abitazione dell’ex compagna del pentito, in via Abruzzi, dove qualche giorno prima fu fatta esplodere una bomboletta spray di colore rosso.
Le indagini sono in corso.

CONDIVIDI