Un ammanco di circa 150 mila euro dalle casse della Cooperativa “San Domenico Savio”, di Monteroni, una scuola privata finanziata con sovvenzioni pubbliche, in circa 5 anni di attività e una presunta responsabile del prelievo “clandestino” identificata in una persona

al di là di ogni sospetto, che al momento, rimane tale: Anna Maria Giordano, di Monteroni, inserita nell’organigramma della società e indagata con l’accusa di appropriazione indebita. Sulla vicenda, dopo una prima richiesta di archiviazione, su opposizione presentata dai legali della società, il gip Annalisa De Benedictis ha fissato una seconda udienza camerale per il prossimo 3 ottobre e in quell’occasione deciderà se mandare definitivamente al macero le carte  o disporre nuovi accertamenti. L’inchiesta venne messa in moto, agli inizi del 2010, da una denuncia formalizzata dal legale rappresentante della Cooperativa e depositata presso la cancelleria del sostituto procuratore Antonio Negro. Nell’esposto venivano segnalati una serie di presunti ammanchi (iniziati nel 2005 e conclusi nel 2009) dai fondi della società, tra cui le somme di versamenti destinati all’Inpdap e le quote per le rate d’iscrizione alla scuola privata. Nella denuncia veniva anche indicata la probabile responsabile del “buco”, mettendo nero su bianco nome e cognome della donna, la quale, all’interno della società, ricopriva anche il ruolo di aiutante del parroco. Il sostituto procuratore aveva chiesto l’archiviazione del procedimento per infondatezza della notizia di reato ma la stessa Cooperativa, per mano dei propri legali, si oppose e il gip Annalisa De Benedictis dispose un supplemento di indagini delegate sempre al sostituto procuratore Antonio Negro il quale ha nuovamente sollecitato l’archiviazione del procedimento. Nei confronti della Giordano, assistita dall’avvocato Paolo De Giorgi, l’iniziale accusa ipotizzata era quella di truffa poi derubricata in appropriazione indebita.

 

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