“Non è davvero sopportabile che il mondo dell’informazione nel nostro territorio viva le peggiori condizioni che si possano verificare nei luoghi di lavoro: lavoratori sfruttati, sottopagati o non pagati affatto, irregolarità e illegalità di ogni ordine e grado nei rapporti di lavoro, situazioni

che fanno immaginare ambienti di lavoro tutt’altro che sereni. Da tempo seguiamo le vicende che interessano questo settore (fatto non di sognatori ma di lavoratori qualificati con famiglie e mutui, o affitti, da pagare) e quello che abbiamo capito è che se l’informazione locale dovesse implodere, il danno ricadrà pesantemente su tutta la comunità.” Comunica in una nota la Cgil.
“Non si può dimenticare, infatti, il fondamentale lavoro delle testate locali nel raccontare e rivelare notizie del nostro territorio di rilevanza nazionale e che diversamente non verrebbero a galla. Lo stesso lavoro del nostro Sindacato sarebbe penalizzato se l’attenzione dei media del territorio non ci aiutasse ad accendere i riflettori su importanti e difficili battaglie sindacali e sociali. Pensiamo soltanto alla lotta contro il caporalato nelle campagne di raccolta e alle delicate vertenze in piccole e grandi aziende del territorio.
La crisi dell’informazione locale, però, non è un problema degli ultimi anni e la grave situazione denunciata in diretta nei giorni scorsi dal direttore del Tg di Canale 8 la dice lunga su come vengono gestite alcune aziende del settore. Non si può lasciare che alcuni imprenditori, evidentemente inadeguati al loro ruolo, mettano sottosopra un luogo di lavoro e distruggano un mezzo di informazione storico navigando a vista e senza nessun piano di rilancio l’azienda. Tutto questo mentre vengono violate le norme basilari che regolano i rapporti di lavoro.
Non solo sembra che non sussista nessuna prospettiva per l’impresa, ma, secondo quanto denunciato dal Direttore, non ci sarebbe nessuna volontà di operare nell’interesse dei lavoratori. Già nei mesi scorsi, dopo l’incontro avuto con i rappresentanti di Canale 8,  in Confindustria, le organizzazioni sindacali, unitamente a Confindustria Lecce, avevano avuto la sensazione che questi pseudo-imprenditori volessero solo prendere tempo rispetto al mandato prefettizio. Infatti, dopo circa due mesi (che dovevano servire a questa emittente per presentare un piano industriale), la Slc Cgil, unitariamente con i sindacati di categoria di Cisl e Uil e ad Assostampa, hanno inviato una durissima nota al Prefetto di Lecce, in cui spiegavano, con documentazione allegata, le gravi violazioni operate a danno dei lavoratori già licenziati, come nel caso di Vincenzo Siciliano, l’operatore televisivo licenziato e a cui non  sono stati pagati anni di contributi. Dopo quella del direttore Gaetano Gorgoni siamo alla seconda denuncia pubblica fatta dai lavoratori dell’azienda. Che cosa aspettano le autorità a intervenire?
Questo pomeriggio gli esponenti di Informazione Precaria avranno uno spazio all’interno della Festa della Cgil in segno di solidarietà ai lavoratori del settore e di sostegno alla battaglia contro il precariato nel lavoro e nell’informazione. Una battaglia che continueremo a sostenere convinti che un’informazione precaria non è un’informazione libera e non può rappresentare un servizio per i cittadini.”