Hanno confessato tutto i rapinatori seriali finiti in manette nei giorni scorsi. Si è tenuto in mattinata l’interrogatorio di garanzia davanti al giudice delle indagini preliminari Vincenzo Brancato. Tre colpi in altrettante filiali di banca a Lecce.

 

Il modus operandi era sempre lo stesso: ben vestiti, si fingevano clienti ed entravano negli istituti di credito per chiedere informazioni. Poi estraevano i coltelli.

Antonio Conte, 27 anni, leccese, assistito dall’avvocato Anna Maria Ciardo, ha spiegato come sia stato spinto a commettere le rapine dalle difficili condizioni economiche in cui versa la sua famiglia, con un bimbo in arrivo.

“Non avevo neppure i soldi per fare la spesa” ha dichiarato anche l’altro indagato finito in manette. Si tratta di Mauro Manicardi, 42 anni, ligure d’origine, ma residente a Lizzanello. Da quando, oltre cinque mesi fa, sarebbe stata sospesa l’erogazione della sua pensione d’invalidità, le difficoltà economiche sarebbero divenute anche per lui insormontabili. I soldi gli avrebbe utilizzati, però, pure per acquistare la droga. Tant’è che oltre 150 grammi di eroina e 5 di cocaina sono stati rinvenuti nella sua auto. Per il momento nessuno dei due legali ha fatto istanza di scarcerazione.

 

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