Foto Jessica NiglioSembra una spirale senza ritorno. Le difficoltà patrimoniali delle banche e la contrazione del credito alle imprese spingono il Salento in una recessione dalla quale sembra sempre più difficile uscirne.

Per giunta, le banche di fronte al bivio se accrescere il proprio capitale per garantire maggiori prestiti alle imprese oppure ridurre i prestiti per non aumentare il proprio patrimonio, preferiscono imboccare la seconda via. C’è poca liquidità in giro, certo, ma così si spengono le speranze di ripresa dell’economia. A giugno scorso, sono diminuiti i finanziamenti alle imprese salentine. Gli impieghi sono scesi di 8,7 milioni di euro. Pari allo 0,22 per cento in meno. Mentre, in Puglia, sono aumentati di 16,8 milioni, pari allo 0,07 per cento in più. A rilevarlo è l’«Osservatorio economico – Faro sul credito» di Confartigianato Imprese Lecce che ha analizzato gli ultimi dati della Banca d’Italia per monitorare l’andamento degli impieghi concessi alle aziende.
In particolare, nel Salento, i prestiti sono diminuiti dello 0,22 per cento rispetto al mese di maggio: da tre miliardi e 981 milioni di euro si scende a tre miliardi e 973 milioni. La variazione negativa è di otto milioni. Guardando ai settori, il comparto dei servizi è quello più penalizzato: meno dieci milioni, pari ad un tasso negativo dello 0,48. Calano pure i finanziamenti al manifatturiero: meno 3,6 milioni, pari allo 0,43 per cento in meno. Aumentano, invece, quasi a sorpresa, quelli destinati al settore delle costruzioni: più 3,1 milioni, pari allo 0,38 per cento in più. Una percentuale inaspettata considerato la grave crisi nel settore edile. Tuttavia, l’ammontare complessivo dei prestiti rilevato a giugno è minore rispetto al mese precedente. Si tratta di prestiti cosiddetti «vivi», cioè finanziamenti al netto delle sofferenze e delle operazioni di pronto contro termine.
«Queste cifre – spiega Amedeo Giuri, direttore di Confartigianato Imprese Lecce – dimostrano che persistono ancora grosse difficoltà nell’accesso al credito, soprattutto da parte delle piccole e medie imprese». Tant’è che la «fetta» più cospicua dei finanziamenti (due miliardi e 738 milioni) è andata alle imprese con più di venti addetti; mentre la restante parte dei prestiti (un miliardo e 234 milioni) a quelle più piccole». Per giunta, confrontando questi valori su base annuale, i finanziamenti sono complessivamente in calo. Gli impieghi ammontavano, allora, a tre miliardi e 975 milioni. Riguardo alla Puglia, invece, tra maggio e giugno, sono aumentati i prestiti. Circa i settori, il maggior incremento riguarda i servizi: più 16,4 milioni, pari allo 0,14 per cento in più. Diminuiscono, però, su base annuale, per le pesanti contrazioni registrate nei mesi scorsi.

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