Si chiama Open Dance, la manifestazione che vede la collaborazione tra i Cantieri Teatrali Koreja e Il Balletto del Sud. Due gli spettacoli nella programmazione 2012, già grandi successi della compagnia di danza del coreografo salentino Fredy Franzutti: Edipo Re e le tragedie di Tebe (19 e 21 ottobre) e Fedra (20 ottobre).

 

Edipo Re e le tragedie di Tebe è un balletto appassionante che, con la sua intensa forza espressiva, pervade lo spettatore con momenti di grande coinvolgimento. Ambientato nel sud di un paese del Mediterraneo già appartenuto alla Magna Grecia, lo spettacolo fa riferimento alle tragedie “Edipo Re” e “Antigone” di Sofocle e “Sette a Tebe” di Eschilo. In uno scenario di campagna si delineano i ruoli familiari nella cultura Meridionale: la figura del padre da sconfiggere per “affermare” la propria identità, il desiderio di totale identificazione del figlio con la propria madre (il complesso di Edipo individuato da Freud nell’amare la propria madre fino a volerla possedere). Ma anche altri forti passioni emergono dal dramma e tracciano la misera condizione umana: dall’essere oggetto di un imperscrutabile disegno del fato spietato all’insostenibile senso del peccato che porta al suicidio; dall’impersonalità della colpa alla superstizione. Si animano scene di donne vestite di nero che condividono il dolore e la vergogna di Giocasta; di uomini che combattono per la supremazia sulla propria terra o in generale per poteri politici. Immagini forti di gente che vive la campagna assetata d’acqua e insieme rigogliosa, spaccata dal sole e bagnata dalle lacrime dei pianti di una madre. Ballano i ruoli principali: Alessandro De Ceglia ( Edipo), Bilyana Dyakova (Giocasta), Elena Marzano ( Antigone), Carlos Montalvan ( Emone).

Fedra, protagonista femminile dell’Ippolito di Euripide, balletto in un atto, con musiche di Ildebrando Pizzetti e scene di Emanuele Pellegrino, vede affidare alla danza e alla musica uno dei capolavori del teatro classico greco. Ispirata alla tragedia di Euripide, narra le disavventure della nuova moglie di Teseo, Fedra, innamorata, per un maleficio di Afrodite, del figliastro Ippolito. Fedra, non sopportando il rifiuto del giovane si toglierà la vita, accusandolo di essere stata, da lui, stuprata; il padre Teseo condannerà ingiustamente a morte il figlio Ippolito.

Lo spettacolo di Franzutti ambienta la vicenda nel ‘900 di D’Annunzio, che trattò l’argomento scabroso con una sua versione della tragedia, poi musicata da Ildebrando Pizzetti per l’opera omonima del 1915. Ballano nei ruoli principali Elenza Marzano (Fedra), Massimiliano Rizzo (Ippolito), Alessandro De Ceglia (Teseo).

Negli stessi giorni sono previste matinée per le scolaresche e conferenze di approfondimento.

 

 

 

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