“L’ho fatto perché pieno di debiti”. Ha parlato per circa trenta minuti il comandante della polizia municipale di San Donato, Damiano Cosimo Montinaro, 51enne nell’interrogatorio di convalida davanti al gip Giovanni Gallo dopo il suo arresto di domenica pomeriggio alla periferia di Poggiardo insieme ad un cittadino albanese.

Assistito dall’avvocato Umberto Leo, il comandante ha raccontato di essere responsabile del possesso dell’ingente quantitativo di eroina sequestratogli in macchina e in casa, circa tre chili e mezzo il totale. Aveva quell’ingente quantitativo, ha spiegato Montinaro, perché doveva estinguere alcuni debiti contratti anche con alcuni usurai dopo aver imbastito una piccola attività commerciale nella vendita di auto proprio insieme all’albanese. A tal proposito Montinaro si sarebbe riservato di denunciare gli episodi di usura subiti alla competente Autorità Giudiziaria. Il comandante della polizia municipale ha riferito di aver chiesto ed ottenuto un prestito di 3 mila euro da Beshaj all’inizio dell’anno al quale aveva fatto seguito la proposta di quest’ultimo di effettuare dei viaggi per acquistare sostanza stupefacente in cambio di circa due mila euro per ogni viaggio. Il racconto di Montinaro è poi proseguito nella ricostruzione dei numerosi viaggi in compagnia dell’albanese in provincia di Napoli, a Modugno, ad Ostuni e infine anche a Poggiardo. La droga, in tutte le occasioni, ha riferito Montinaro, veniva nascosta a casa sua e consegnata di volta in volta a Beshaj in cambio di 2 mila e 500 euro. pwer tutte le transazioni, il comandante della polizia municipale avrebbe intascato circa 7 mila euro. Il giudice Giovanni Gallo ha convalidato il fermo disponendo per entrambi una misura cautelare in carcere. Dopo l’interrogatorio, la posizione del capo della municipale si sarebbe ulteriormente aggravata. Appare, annota il giudice nell’ordinanza, alquanto inverosimile che Montinaro si possa ritenere una sorta di burattino nelle mani dell’albanese e di aver effettuato una serie di viaggia in cambio di risicati guadagni senza mai avere un contatto diretto con i venditori della droga. Inoltre rimarca il giudice, non si può avere alcun dubbio circa la destinazione dello stupefacente ad un uso non esclusivamente personale tenuto conto dell’enorme quantitativo sequestrato e del fatto che entrambi gli indagati non risultano tossicodipendenti. Si è avvalso della facoltà di non rispondere, invece, Edmond Beshaj, 28enne albanese ma residente a Lecce, difeso dall’avvocato Stefano Rizzelli. I due finirono in manette con un’operazione eseguita dai finanzieri di Lecce. Montinaro e Beshaj erano a bordo di un maggiolone di proprietà del comandante quando vennero fermati per un regolare controllo. Dalla perquisizione in macchina spuntò circa mezzo chilo di eroina. Il successivo controllo in casa di Montinaro, invece, consentì di ritrovare il resto dello stupefacente e per i due scattarono inevitabilmente le manette.  

 

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