Come ogni anno, anche in questo finale di stagione si torna a parlare di erosione costiera e di progetti, per risolvere il problema, rimasti incompiuti. Situazione difficile nelle principali mete turistiche salentine, soprattutto  a Otranto e Porto Cesareo.

I gestori dei lidi sono intervenuti con dei palliativi che costano 15 mila euro all’anno, inserendo delle autentiche mura di sacchi di sabbia in mare.
Luca Leccisi, proprietario del Goa è sfiduciato: “tra il dire e il fare c’é di mezzo il mare, ma ora la politica deve darsi una mossa”. Assobalneari è intervenuta minacciando di chiedere agli enti competenti risarcimenti milionari per i ritardi reiterati. C’è un progetto con l’Università che prevede interventi strutturali per contenere le mareggiate e che dovrebbe essere presentato in Regione per il finanziamento, ma i gestori sanno che di questi tempi è difficile ottenere finanziamenti consistenti. In zona lido Belvedere la situazione è ancora più complicata, perché alle spalle ci sono le case abusive e condonate, che invadono la zona fino al canale: senza allaccio alla fogna pubblica, prive di illuminazione pubblica e  gas. Una vicenda tutta italiana. Gli esperti dell’Università del Salento fanno spallucce e commentano: “L’erosione si può arginare, ma non eliminare. Avrebbero dovuto evitare di costruire sulla sabbia”. L’abusivismo ha vinto: ora il mare potrebbe spazzarli via.

[widgetkit id=36]

ATTENZIONE: i commenti non sono moderati dalla redazione, che non se ne assume la responsabilità. Ogni utente risponderà del contenuto delle proprie affermazioni.