Sono ritenuti gli autori della rapina avvenuta nella gioielleria “Re dell’Oro”, in via Duca degli Abruzzi a Nardò, il 3 agosto scorso, per questo motivo sono scattate le manette ai polsi di Russo Marco, 21enne di Pompei, e Di Lena Davide,  23enne di Brindisi.

Stando alla ricostruzione della polizia, i due banditi, dopo essere entrati nell’attività fingendosi clienti interessati all’acquisto di un orologio, hanno estratto una pistola puntandola alla tempia della commessa, mentre il secondo ha colpito alla spalla il proprietario, spingendolo per terra e legandogli con delle fascette di plastica mani e piedi, chiudendogli poi la bocca con del nastro adesivo, in modo da non poter reagire in alcun modo. Successivamente sona  state immobilizzate, anche le due commesse. Avuto così campo libero, i due malfattori hanno portato via diversi monili ed orologi di marca, per un valore di circa 160mila euro. Il colpo è stato messo a segno in pieno giorno, intorno alle 10.40.

Inoltre durante la rapina i due malviventi,  per spaventare gli ostaggi, mostravano loro la pistola con il caricatore pieno di proiettili, intimandogli di non chiedere aiuto neanche nei momenti immediatamente successivi al loro allontanamento.
Solo dopo diversi minuti una commessa riusciva a tagliare con delle forbici il nastro con cui era stata legata ed a slegare anche gli altri.

A quel punto scattavano immediatamente le indagini della squadra mobile di Nardò, che riusciva a ottenere dagli ostaggi una dettagliata descrizione dei rapinatori i quali, durante le concitate fasi della rapina, si erano espressi in accento brindisino, per questo motivo veniva coinvolta anche la Squadra mobile della Questura di Brindisi. Quest’ultima, dopo una perquisizione domiciliare nei confronti di altre persone, comunque estranee alla rapina, rinveniva della refurtiva sottratta alla gioielleria “Re dell’Oro” nel mese di agosto. Inoltre, confrontando la dinamica della rapina con altre effettuate con modalità simili delle quali erano stati individuati gli autori, gli agenti ipotizzavano che ad essi si potesse attribuire anche quella di Nardò.

Veniva sottoposta ai testimoni una comparazione fotografica ed essi riconoscevano senza ombra di dubbio i due malviventi che la mattina dell’8 agosto erano entrati nel loro negozio . I due banditi finivano così in manette.

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