La chiamata di soccorso arriva qualche minuto prima della mezzanotte: “Aiuto, sta andando a fuoco il palazzo”. È l’inizio di una notte insonne per i residenti di via Niccolò Machiavelli, alla periferia di Lecce, che all’improvviso sono buttati giù dal letto dalle fiamme e dalla puzza di bruciato.

Il fumo sprigionato dall’incendio, divampato al pianterreno, nel portone d’ingresso, invade in poco tempo la tromba delle scale dello stabile al civico 6, una palazzina di sei piani. Gli inquilini – ameno dieci famiglie – corrono ai ripari, barricandosi in casa e sigillando porte e finestre. Un intero nucleo familiare, preso dal panico, trovandosi la strada d’ingresso sbarrata dal fumo e dalle fiamme, riesce ad uscire dal palazzo passando da un’impalcatura sul retro. Le persone indossano ancora il pigiama, qualcuna si ripara sotto ad un giubbotto.
Sul posto, in poco tempo, arrivano diverse squadre dei vigili del fuoco, pattuglie della polizia ed ambulanze del 118. I caschi rossi riescono a spegnere subito le fiamme ed iniziano a fare evacuare gli occupanti della palazzina: il fumo entrato nella tromba delle scale, per il cosiddetto “effetto camino”, è salito fino all’ultimo piano dello stabile. I vigili del fuoco fanno uscire tutti dalle loro case, fanno aprire le finestre per arieggiare i locali, ma qualcuno rientra subito dopo.
In alcuni appartamenti, però, porte e finestre sono chiuse ed il timore è che possa essere rimasto qualcuno all’interno. Paura che passa dopo minuti di preoccupazione: le case sono vuote.
Un’anziana, in difficoltà motorie, viene portata in salvo dai vigili del fuoco che, dopo avere imbracato la sedia a rotelle ad un supporto, la sollevano di peso e la portano all’esterno. È sporca di fuliggine e viene subito abbracciata dai nipoti. La lacrima che solca il suo viso è spontanea. Commovente. La donna è spaventata, ma sta bene.
Gli agenti di polizia, intanto, mettono a verbale le dichiarazioni dei residenti. C’è chi non si è accorto di nulla, se non quando ha sentito la puzza di bruciato, chi invece ha udito “uno scoppio prima delle fiamme”. Le cause che hanno innescato l’incendio non sono state ancora accertate. Il rogo potrebbe essere partito da due scooter, parcheggiati all’interno, di cui uno fermo da cinque anni. Oppure da un guasto al quadro elettrico, un corto circuito. Per accertare le ragioni sono al lavoro i vigili del fuoco e gli agenti di polizia. Ma ciò che è importante, ora, è che nessuno si sia fatto male.
Durante il sopralluogo non sono stati trovati elementi che possano fare indirizzare gli investigatori verso l’atto doloso. Ma non si esclude nulla, soprattutto in considerazione del fatto che, a poche centinaia di metri di distanza, in via Livorno, un piromane ha tentato di dare fuoco a due furgoni, parcheggiati in strada.

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