Alfredo Mantovano, deputato del PDL e coordinatore politico dei Circoli di Nuova Italia, in un post sulla sua bacheca Facebook ha affermato: “Quanto accade in queste ore in decine di Paesi a maggioranza islamica mostra con evidenza che il film irridente nei confronti di Maometto

ha costituito ovunque il pretesto per scatenare violenze e distruzioni programmate da tempo: basta guardare, per tutte, le modalita’ di aggressione del consolato USA a Bangasi, per constatare una capacita’ di coordinamento e di intervento non improvvisata, rispetto alla quale la rivolta contro il film ha costituito solo la cornice. E’ comprensibile, tuttavia, che l’Europa e a l’Occidente vivano questo momento smarriti e disorientati: da tempo non colgono il peso che il senso religioso ha nella vita dei singoli e dei popoli”.
Per Matovano “Il minimo che potrebbero fare è evitare che al loro interno ‘pretesti’ come questo film vengano costruiti in nome di una liberta’ di espressione che – secondo le categorie politically correct – non conosce limiti. E invece tutto deve avere un limite: in un caso come questo la liberta’ di espressione va contemperata con la liberta’ religiosa, qualunque sia la confessione di riferimento. L’indifferenza con la quale, due settimane fa, e’ stata accolto alla Mostra di Venezia l’oltraggio alla fede cristiana recato dal film ‘Paradise: Glaube’, del regista Ulrich Seild (un film nel quale una donna “devota” adopera un Crocifisso come mezzo per masturbarsi) conferma quanto la nostra sensibilita’ diffusa sia distante dal senso religioso. Condannare il film anti-islamico non al momento della sua diffusione, ma “dopo”, quando si scatena la strumentale reazione a esso, rivela la nostra inadeguatezza culturale, e quindi politica; accentuata dalla mancanza di qualsiasi critica al film anti-Crocifisso”.

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