Si è svolta ieri, nella marina di Frigole la prima giornata di operazioni del progetto “A pesca del rifiuto”, con l’impiego di uomini e mezzi del Comune di Lecce e dell’Ufficio Circondariale Marittimo – Guardia Costiera di Otranto, approfittando delle buone condizioni del mare.

Dopo la prima fase, quella estiva della divulgazione rivolta agli “utenti del mare” che ha visto la diffusione capillare su stabilimenti e darsene di “schede di rilevazione” – attraverso le quali i diportisti hanno segnalato la presenza di rifiuti in mare – si è infatti passati, a fine stagione, alla fase operativa del vero e proprio recupero.
L’iniziativa, fra le prime del suo genere in Italia, è stata voluta dal Consorzio ATO Lecce/1, con il coordinamento dell’Ufficio Circondariale Marittimo – Guardia Costiera di Otranto ed il supporto del Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di porto, dalla Lega Navale Italiana, dall’Ente Parco di Rauccio e dall’Assonautica, con l’apporto tecnico dell’associazione “Tecnica” di Lecce.
Un’operazione ambiziosa, che punta sulla fiducia nel senso civico dei cittadini ed in particolare degli utenti del mare, e che ha visto, nell’arco dell’estate, la partecipazione attiva di questi ultimi per mezzo di una raccolta ad hoc di segnalazioni gestita da tutte le locali sezioni della Lega Navale Italiana.
“Purtroppo è divenuto consuetudine intravedere sul fondo del mare qualsiasi tipo di materiale abbandonato, dalle lattine di coca cola, agli accumulatori delle auto, ai tubi di ferro, eternit, PVC e simili – afferma il Direttore del Consorzio ATO LE/1, arch. Fernando Bonocuore -, per questo è importante promuovere un costante rapporto di dialogo e di cooperazione tra cittadini/turisti ed istituzioni, ed agevolare la diffusione di una corretta “cultura del mare””
Già nella prima giornata, così, sono stati recuperati molti pneumatici di diverse dimensioni, parecchi metri quadrati di reti da pesca abbandonate, moltissimi piombi ed esche di plastica, un motore marino ed involucri in plastica ed altro materiale.
“Abbiamo voluto coinvolgere in prima persona gli utenti, creando un autentico raccordo fra loro e le Istituzioni; la sinergia creatasi fra i diversi Enti partecipanti – afferma il Comandante della Guardia Costiera idruntina Francesco Amato – dovrebbe avere ulteriore sviluppo in un rapido interessamento del ceto peschereccio, perché una simile attività possa svolgersi con costanza durante l’anno e giungere all’obiettivo di una progressiva e sistematica pulizia dei fondali salentini.”
Sabato, lungo il litorale di San Foca, si svolgerà la seconda giornata, questa volta con la partecipazione di alcune scolaresche, al fine di infondere nelle nuove generazioni quello spirito di cittadinanza e di rispetto per le risorse territoriali che ha ispirato questa iniziativa congiunta, nella speranza di un futuro “migliore” per sensibilità ambientale, ove non si renda più necessario effettuare simili interventi di bonifica.
La campagna “a pesca del rifiuto” rientra in un più ampio progetto di intesa sui temi ambientali fra i Comuni di Lecce ed Otranto e la Guardia Costiera idruntina, sotto la costante direzione della Procura della Repubblica di Lecce.