Pubblichiamo in versione integrale le dimissioni da Canale 8 del direttore responsabile, Gaetano Gorgoni

Spett.le TvItalia srl
Spett.le Otto Communication. srl
c/a dott. Fabio Cazzato (editore Canale8)

Lecce, 26/09/2012

Oggetto: Dimissioni di Gaetano Gorgoni, direttore responsabile del Tg8.

Dopo oltre cinque anni alla guida del telegiornale di Canale 8, in qualità di direttore responsabile iscritto presso il Tribunale di Lecce, e quasi otto anni diconduzione degli approfondimenti televisivi per questa emittente, sono costretto a rassegnare le dimissioni, allo scopo di tutelare la mia dignità professionale e la mia storia di operatore dell’informazione.
Nella diffida inoltrata il 12/09/2012 ho chiesto all’editore di fare chiarezza e di rispettare le mie prerogative. Nonostante la mia insistenza e le riunioni con il dott. Fabio Cazzato, non si è fatto alcun passo in avanti.
Gli stipendi sono fermi a dicembre 2011, io stesso devo percepire la mensilità di gennaio 2012, oltre a due tredicesime (ad oggi non mi è stato corrisposto neanche il rimborso previsto dalla mia dichiarazione dei redditi!); in redazione si continua a lavorare con solo sue redattrici (Mara Marcelletti e Eliana de Gennaro) non iscritte all’albo dei giornalisti e pagate 300 euro con ritenuta d’acconto(la terza redattrice, Sofia Gorgoni, iscritta all’Odg, da due giorni non lavora più per la nostra emittente, perché il suo contratto è scadutoqualche giorno fa); la rassegna stampa della mattina viene letta spesso da lavoratori che non fanno parte della redazione(Ivan Bonetti e Cosimo Sisto, detto Alex), non sono stati scelti da me e non sono giornalisti; non è stato presentato alcun piano industriale, né progetti editoriali per capire come ripartire.
Luisa Ruggio e Francesco Oliva,gli ultimi giornalisti rimasti, che facevano parte della vecchia redazione,hanno deciso di non presentarsi più a lavoro a causa dei mancati pagamenti. Inoltre, da anni svolgo il mio lavoro senza un vice direttore o un caporedattore, quindi, sono obbligato a controllare il flusso di notizie h 24, anche al di fuori del mio orario di lavoro, per un compenso inadeguato al ruolo che ricopro(sono responsabile anche per la rassegna stampa che va in onda alle 7,20 di mattina e per il tg delle 23!), perché ho un contratto part-time di 32 ore settimanali.
A questo bisogna aggiungere che la proprietà, pur avendo ricevuto diverse offerte di acquisto, sembra aver preferito questa lenta agonia, riducendo talmente tanto la struttura che oggi è quasi impossibile avere il cameraman per fare un’intervista o un giornalista per produrre un servizio: le notizienon sono più di prima mano e le immagini sono spesso di repertorio.
In regia sono rimasti solo due tecnici part-time: Cosimo Caliandro e Alessandro Bongiorno, mentre il terzo tecnico, Alex Sisto, lavora non più di due ore al giorno come “tuttofare”(occupandosi delle rassegne stampa e della regia).Il palinsesto, per ora, è fatto di repliche: nemmeno le trasmissioni di calcio, che per anni hanno regalato ascolti, sponsor e soddisfazioni alla nostra emittente, sono ancora partite, pur essendo già cominciato il campionato.
Il risultato è che telespettatori e inserzionisti hanno percepito il calo di qualità, il decadimento della programmazione e dei contenuti(per tutto luglio e agosto sono andate in onda repliche di alcune mie trasmissioni e l’unico tg prodotto era in differita, a causa di un guasto tecnico): tutto questo produce già, e produrrà in futuro, sempre minori introiti. Per quale motivo qualcuno dovrebbe scegliere di fare pubblicità su Canale 8?
Solo un anno fa avevamo una redazione che funzionava e riusciva a confrontarsi con la concorrenza in maniera dignitosa. La proprietà non è stata in grado di mettere in campo una strategia commerciale degna di una televisione di grande tradizione come Canale otto: si è scelta la via dei tagli al personale e ai contenuti, senza pensare ai danni che avrebbero prodotto.
Una televisione vive d’immagine e non ci fa una bella figura se lascia fuori redattrici che da anni lavorano con contratti a progetto(Maria Grazia Maci, Federica Sabato, Eleonora Moscara) e da mesi non ricevono lo stipendio (contratti non rinnovati, guarda caso, subito dopo i controlli Inpgi, che, a quanto mi risulta, hanno contestato diverse irregolarità). Anche il licenziamento di Vincenzo Siciliano si è rivelato un clamoroso boomerag dal punto di vista della percezione esterna della nostra emittente.
Il personale inserito in redazione non è stato selezionato dal sottoscritto, i contratti sono stati sottoscritti in segreteria, senza rendermi partecipe, lo stesso è avvenuto per le cessate collaborazioni. Sono stato messo nella condizione di non scegliere i miei collaboratori ed è diventato difficile garantire il normale funzionamento del Tg.
È ormai chiaro che, in questo periodo di crisi, con le spese del digitale da sopportare, il trasferimento di sede e altri debiti pregressi, si è deciso di far pagare tutto ai lavoratori. L’imprenditore lungimirante, invece, investe i propri soldi, rischia di tasca sua e sa programmare: qui non abbiamo visto nulla di simile, per anni non si è fatto alcun investimento, fino al traumatico passaggio al digitale.
Non è la prima volta che Canale otto si svuota per ripartire con volti nuovi, ma questa volta siamo in una nuova era, quella del digitale, relegati al tasto 92. Non si può pensare di fare cassa invitando qualche illustre imprenditore per implorarlo di fare la pubblicità su Canale 8: ci vuole una linea editoriale più oculata, che metta in piedi uffici commerciali attivi h 24 e in grado di portare risorse. Inutile ripetere che la proprietà avrebbe cambiato le nostre sorti vendendo un anno fa ai facoltosi imprenditori che hanno cercato di acquistare.
Tra l’altro, non conosco il nuovo amministratore di Tv Italia srl (come ho ribadito nella diffida, ho solo conosciuto Fabio Massimo in occasionedella firma in Tribunale) e, da quando è avvenuto il trasferimento di sede di Canale 8, so solo che presto il mio lavoro per questa emittente, ma non riesco a capire se il mio punto di riferimento è la società con cui ho stipulato il contratto di lavoro, oppure Otto Communication srl. Inoltre, i tecnici che lavorano al tg mi hanno messo al corrente di aver firmato nuovi contratti di lavoro con la Feld.
Questa situazione confusa e caotica, che ormai si protrae da mesi, mi spinge a chiudere il rapporto di lavoro che mi lega a Canale Otto, anche per mettermi al riparo da eventuali sanzioni che l’Ordine dei Giornalisti prevede nei confronti dei direttori che sfruttano il lavoro precario.

Cordiali saluti

In fede
Gaetano Gorgoni
(Direttore responsabile Canale 8)

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