Scatteranno la prossima settimana gli interrogatori dei quattro “illustri” indagati con l’accusa di usura tutti residenti a Monteroni. L’avvocato civilista e consigliere comunale in quota al Pdl, Fabio Frassanito, 60 anni, Domenico Giancane, di 62, imprenditore e titolare di due punti vendita di materiale per l’edilizia

, Giovanni Paolo Guido, 43 anni, dipendente di Giancane e Gianfranco Pati, di 51, titolare di un’impresa edile. Intanto il fascicolo d’indagine è stato affidato al sostituto procuratore Alessio Coccioli, del pool di magistrati della Direzione Distrettuale Antimafia, nonostante il decreto di perquisizione arrecasse la firma del procuratore aggiunto Antonio De Donno. E per l’intera giornata di ieri, i carabinieri del Nucleo Investigativo di Lecce sono stati impegnati in una serie di perquisizioni eseguite nell’abitazione di Monteroni di Domenico Giancane oltre che negli uffici della ditta “Edil Giancane” a Lecce e della “Edil Magà” a Monteroni. Perquisite anche le abitazioni di Giovanni Paolo Guido e di Gianfranco Pati e gli investigatori hanno sequestrato assegni, varia documentazione, materiale informatico, agende e diverse rubriche telefoniche su sui erano annotati alcuni nomi. Controllata anche l’abitazione dell’avvocato Fabio Frassanito, investito dall’inchiesta. “La perquisizione in casa”, dichiara il politico raggiunto telefonicamente, “ha avuto esito negativo. I carabinieri non hanno portato via nulla e sinceramente mi ritengo completamente estraneo a qualsiasi coinvolgimento. “sicuramente”, continua Frassanito”, “sono rimasto coinvolto in questa brutta faccenda per via di qualche cliente ma sono sicuro che riuscirò a dimostrare la mia completa innocenza quanto prima”. Secondo quanto ipotizza la Procura, i quattro risultano indagati “perché avrebbero svolto in concorso fra loro attività di usura e i tassi capestro sarebbero stati concessi a vari individui”. A dare la stura alle indagini sarebbero state le dichiarazioni delle presunte vittime raccolte nel 2011 dai carabinieri e confluite in un’informativa depositata dai carabinieri l’11 settembre scorso in Procura. Gli indagati sono difesi dagli avvocati Luigi Rella e Massimo Bellini che stanno valutando l’ipotesi di impugnare il sequestro davanti ai giudici del Tribunale del Riesame.

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