Dal momento che in pochi sembrano sapere, viste le cattive abitudini a cui locali e turisti tendono a lasciarsi andare, è bene informare la popolazione tutta che Torre Chianca rientra in quella vasta area che da anni or sono è chiamata “Parco del Rauccio”

e quindi, essendo annoverata tra le cosiddette aree protette, gode di una legislazione d’eccezione.
Un pò di storia non distoglierà certo i bagnanti dai loro intenti che, tintarella permettendo, potranno riscoprire luoghi ormai famigliari sotto una nuova prospettiva, quella dei Turchi per esempio che hanno dominato i luoghi in questione dal XV secolo, o ancor prima quando vennero costruite quelle che, in alcuni casi solo parzialmente sopravvissute, servivano come torrette di avvistamento a scopo difensivo.
Tutto questo immerso in una natura mozzafiato, rarissime specie animali e anfibi dal nome interessante popolano la vasta zona, in equilibrio perfetto tra rigogliosa flora e riproduzione della fauna. Una delicata armonia che permette l’incremento della biodiversità, scopo ultimo dell’oasi stessa.
Patrimonio importante per il territorio salentino, è meta di numerosi turisti che, uniti ai tanti residenti, rendono le marine in questione una località esclusiva in cui trascorrere la giornata.
Quello che ogni estate accade e che rappresenta ormai la triste abitudine di svariati individui, segna inevitabilmente e a volte irreparabilmente lo splendore naturale di questi luoghi. Le segnalazioni vanno dai semplici rifiuti abbandonati “selvaggiamente” sulle spiagge a chi raccoglie senza criterio, non che ve ne sia uno, fiori e piante come souvenir floreale.
Quello che più stupisce e lascia senza parole sono segnalazioni come quella che arriva appunto da Torre Chianca, dove un uomo ha, fino a prova contraria, spezzato le chele di un granchio di grosse dimensioni (a quanto pare raggiungeva i 25 cm di diametro), condannandolo a morte certa, perché ipoteticamente pericoloso per gli avventori del lido.
Einstein saggiamente riportò: “Solo due cose sono infinite: l’universo e la stupidità umana e non sono sicuro della prima”. Come dargli torto?
E’ probabilmente scontato raccomandare di amare e rispettare la natura e la fauna, ma a volte è bene ripetersi.

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