È con un’ intervista esclusiva al padre del boss Ercole Penna che Telerama risale sul gradino più alto del giornalismo d’inchiesta e per il 2° anno consecutivo fa il bis al ‘Premio Ilaria Alpi’, assegnato per la ‘Sezione TV locali’, alla giornalista Lucia Portolano, autrice della scheda ‘Mesagne e la scu’

realizzata per ‘L’indiano’, con le riprese e montaggio di Emiliano Buffo e la regia di Stefano De Tommasi.

Lusinghiera la motivazione della giuria:”Quando la televisione locale svolge fino in fondo il suo ruolo di strumento per conoscere le persone e il territorio in cui opera. Lucia Portolano, nel suo lavoro, racconta una comunità e ne indaga i rapporti con la scu. Spirito civile e acuta passione giornalistica contraddistinguono questo servizio sulla comunità di Mesagne e sulla sua reazione alla sacra corona unita”.

Telerama ritorna, dunque, nella cerimonia di premiazione nel Palacongressi di Riccione, condotta dalla giornalista del TG1 Tiziana Ferrario. E lo fa anche con un’altra presenza, quella del Direttore di Trnews Danilo Lupo, già vincitore nell’edizione 2011 e scelto anche quest’anno nella  rosa dei tre finalisti con un altro ‘Indiano’, quello dedicato a ‘La rivolta dei migranti, le minacce dei caporali: dov’è lo stato a Nardo’’, con le riprese di Andrea Giannattasio.
Soddisfazione e orgoglio: sono questi i sentimenti che esprime Paolo Pagliaro alla notizia del nuovo riconoscimento a Telerama.
“Per il secondo anno consecutivo vinciamo il più prestigioso Premio del giornalismo d’inchiesta che ci sia in Italia. Tra l’altro quest’anno, nella Sezione TV locali due dei tre lavori finalisti erano di nostri collaboratori: è il segno di un modello informativo che funziona e la cui eccellenza viene riconosciuta a livello nazionale. Non è facile fare inchiesta in un territorio come il nostro, ma è quello che ho sempre chiesto alla mia redazione e ai direttori che si sono succeduti. La funzione di una vera TV, locale o globale poco importa, è svelare verità, indagare la realtà, scoprire ciò che va e ciò che non va nel territorio. Per questo mi sono sempre speso, creando le condizioni in un contesto locale difficile e questo ho sempre chiesto, senza condizionamenti e con libertà, ai miei collaboratori: di essere Giornalisti.”