Sono state discusse oggi, in Commissione Attività Produttive, due delle numerose interrogazioni che l’on. Teresa Bellanova ha presentato in merito al Piano di riconversione che interessa i lavoratori ex-BAT. Alleghiamo il testo della risposta, affidata al Sottosegretario De Vincenti e di seguito una dichiarazione dell’on. Bellanova giunta al margine della risposta del Governo

 

“Non posso che considerarmi totalmente insoddisfatta dalla risposta meramente “burocratica” ricevuta dal Sottosegretario De Vincenti, e ancor più di me immagino debbano considerarsi delusi i lavoratori ex-BAT, le loro famiglie e l’intero territorio salentino. Come ben noto, ho espresso sin da subito le mie forti critiche all’intera operazione. La vicenda è ormai tristemente nota: stiamo parlando di una multinazionale cui è stato consentito di smantellare uno stabilimento, nonostante questo producesse ampi utili, e alla quale si continua a consentire di disinteressarsi totalmente dall’attuazione del piano di riconversione sottoscritto. Un piano che evidentemente, a ben due anni di distanza dalla sua sottoscrizione, continua a fare acqua da tutte le parti, che lascia tante famiglie senza alcuna garanzia né economica né occupazionale, e che lascia ancora capannoni vuoti e lavoratori inattivi. Non ritengo tollerabile che una questione del genere venga affrontata anche in sede ministeriale esclusivamente con gli strumenti della burocrazia. Non ritengo tollerabile che d’innanzi a questioni dirimenti come questa, che si insinuano nel profondo della società e delle vite delle persone si continui ad essere tolleranti nei confronti di coloro che avrebbero avuto la responsabilità etica di trovare una soluzione concreta per questi lavoratori e non lo hanno fatto. Ciò men che mai se ad essere coinvolti sono una grande multinazionale che sul nostro territorio ha prodotto le sue fortune ed un Senatore della Repubblica, titolare di un’azienda che avrebbe dovuto restituire fiducia ai lavoratori. Ed in questo contesto capisco l’amarezza che pervade i lavoratori salentini quando si chiedono se: non si possono fidare delle Istituzioni, di chi oggi, dovrebbero fidarsi? Personalmente continuerò a portare avanti quella che ritengo una battaglia di civiltà, continuerò a pretendere dal Governo risposte serie su argomenti come questo e su questa vicenda in particolare, perché ad essere in gioco non sono fredde teorie accademiche, ma la carne viva del nostro tessuto sociale e la vita delle persone perbene”.

 

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