Sono le due di pomeriggio e il chiacchiericcio della folla riempie la banchina della stazione di Lariano. Achille Campanile siede su una panchina e scrive qualcosa su un biglietto del treno mezzo strappato. Appena mi avvicino per iniziare l’intervista, lo scrittore mi guarda attraverso l’occhiello e fa cenno di sedermi..

 

PEROTTO: “Signor Campanile! Che piacere immenso poterla conoscere, mi presento, il mio nome è Perotto Vincenzo.”

CAMPANILE: “Sei Perotto? Senza alcun dubbio: quarantotto! Ma prego si sieda…”

PEROTTO: “Se lei è d’accordo vorrei cominciare a parlare della sua esperienza artistica, lei è uno scrittore umorista e ha pubblicato romanzi, tragedie, novelle si è occupato di giornalismo e scrittura televisiva, la domanda sorge spontanea, dove trova la sua ispirazione?”

CAMPANILE: “Prima di tutto, umorista sarà lei! Preferirei essere semplicemente uno scrittore senza aggettivi! Le etichette sono dannose perché ti chiudono in gabbia. Lei mi parla di romanzi, novelle, tragedie, commedie – e chi più ne ha più ne metta – come se fossero delle categorie imprescindibili, ma che cos’è in fondo un genere letterario? I giornalisti sono sempre alla ricerca di notizie ma l’arte è un’altra cosa. Per quanto riguarda poi l’ispirazione, beh, devo ammettere che delle volte mi riesce difficile trovarla! Molto spesso la lascio sul tavolo della cucina o nel cassetto della biancheria e puff…un istante dopo è scomparsa! La cerco per giorni senza trovarne alcuna traccia e poi un bel mattino, mentre faccio colazione, eccola che spunta tra le pieghe del tovagliolo…è una gran furbacchiona!”

PEROTTO: “E quando trova la sua ispirazione, scrive anche delle poesie?”

CAMPANILE: “Ho scritto più di cento sonetti e un’ode saffica! Forse un giorno li pubblicherò!”

PEROTTO: “Cosicché, in totale, quanti componimenti poetici, vorrebbe inserire nel nuovo volume?”

CAMPANILE: “110 con l’ode.”

PEROTTO: “Campanile, lei è ha scritto tantissimo materiale per il teatro, infatti è uno specialista di sketch, freddure, discorsi nonsense e sono memorabili le sue tragedie in due battute, si è mai chiesto come mai da parte del pubblico novecentesco, non ci sia mai stato consenso o partecipazione?”

CAMPANILE: “Forse dovrei cominciare da quella volta che…senta le dà fastidio il fumo?”

INTERVISTATORE: “No, fumi pure!”

CAMPANILE: “Grazie, non fumo.”

PEROTTO: “E perché me lo domanda?”

CAMPANILE: “Alludevo al fumo del treno!”

PEROTTO: (dopo un imbarazzante silenzio, riprendo l’intervista) “Per più di diciassette anni, dal 1958 al 1975, si è occupato di critica televisiva sull’Europeo, ma poi ha interrotto bruscamente la sua attività, quali sono stati i motivi della sua scelta? ”

CAMPANILE: “Ho smesso di occuparmi di televisione perché mi ero scocciato. Incontravo una certa difficoltà a trovare motivi per continuare a dir male della televisione. Mi sarebbe piaciuto, una volta tanto, fare un articolo sui nuovi telegiornali, e giornali radiofonici. Ma dovrei fare una tale fatica, in principio, per distinguerli uno dall’altro, e quando poi fossi arrivato a distinguerli, che bel risultato…stremato, distrutto, non potrei che scrivere un articolo per dimostrare che telegiornali e giornali radiofonici sono la stessa cosa anche se cambiano le facce e il resto. No, per carità.”

PEROTTO: “Quindi la stanchezza l’ha condotto qui a Lariano, il suo desiderio era trovare la tranquillità che solo la vita di campagna può dare?”

CAMPANILE: “In campagna è un’altra cosa, ci siamo trasferiti a Lariano con il desiderio di spazi aperti ed aria pura, tutti d’accordo a diventare contadini, volevamo fare il vino, coltivare i terreni ed allevare polli, l’illusione è durata più di un anno, io desideravo la pensione, ma continuo a scrivere come facevo in città, come ho sempre fatto da cinquant’anni in qua.”

PEROTTO: “Ma come mai si sta mettendo il cappotto? Siamo in estate e l’intervista non è ancora finita!”

CAMPANILE: “Caro mio, chi ha tempo non aspetti tempo!”

 

 

 

 

FONTI BIBLIOGRAFICHE: Achille Campanile e l’alea della scrittura, Caterina De Caprio.

L’umorismo nel teatro italiano ai primi del Novecento, Florinda Nardi.

Opere di Achille Campanile: 87 tragedie in due battute, Se la luna mi porta fortuna, Agosto moglie mia non ti conosco, Autoritratto, In campagna è un’altra cosa.

SITOGRAFIA: www.campanile.it

 

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