Sarà la Procura di Lecce a stabilire se le irregolarità riscontrate negli impianti di gestione dei rifiuti di Cavallino configurino o no illecito penale. L’alternativa è che siano rilevanti sotto il profilo amministrativo. Quel che è certo, però, è che irregolarità sono.

A rilevarle la Polizia Provinciale, durante i controlli eseguiti sugli impianti di biostabilizzazione, di cdr e sulla discarica di servizio soccorso de Le Mate, nei primi giorni di settembre. Ma a finire nel mirino sono stati anche gli autocompattatori che trasportano i rifiuti tal quale dell’Ato Le1 nella struttura nella zona industriale cavallinese. Non a norma sarebbero anche le modalità di contenimento del percolato, il rifiuto liquido pericoloso prodotto dalla spazzatura. Il comandante della Polizia Provinciale, Antonio Arnò, ha reso conto di questo al tavolo tecnico convocato in mattinata in via Botti, alla presenza di Arpa, Provincia, Comuni di Cavallino, San Donato e San Cesario. È stato il sindaco di quest’ultimo paese a lanciare l’allarme, ad agosto, a causa dei cattivi miasmi che di notte hanno invaso i centri abitati. I risultati dell’attività di controllo sono stati trasmessi anche alla magistratura, visto che le verifiche sono state fatte di pari passo con la Procura, presso cui, tuttavia, non è aperto ancora nessun fascicolo. Ora bisognerà stabilire la natura amministrativa o penale delle irregolarità riscontrate. E questo sarà fatto in parallelo ai nuovi monitoraggi che l’Arpa ha richiesto: centraline saranno installate vicino agli impianti e alla vecchia discarica Guarini, ma i sindaci di San Donato e San Cesario hanno avanzato la proposta di un’ulteriore rilevatore nei pressi della nuova discarica Le Mate.

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