LECCE – «Si costruisce un progetto politico credibile in un rapporto costante con la comunità sul territorio, non nell’ultimo mese di campagna elettorale. Io Marra l’ho sentito parlare solo dopo che si è dimesso da segretario cittadino: negli altri quattro anni non mi risulta nulla, pensavo che fosse iscritto allo ‘Smaldone’».

Con queste parole il segretario regionale del Pd, Sergio Blasi, risponde alle polemiche innescate, all’inizio dell’estate, dall’ex segretario cittadino dei democratici, che aveva chiesto ai vertici del suo partito, comprese le segreterie provinciali e regionali, di prendersi anche loro le responsabilità del fallimento leccese.
Dopo aver atteso qualche tempo, il numero uno del Partito Democratico pugliese esce allo scoperto in una video-intervista, rilasciata in esclusiva al Corriere Salentino, e puntualizza che Marra non è stato l’unico assente: «Non è colpa solo sua, ma anche dei dirigenti leccesi. Sono state proposte candidature alternative a Loredana Capone? Se il partito cittadino avesse avuto delle risposte alternative e credibili, sarebbero state valutate. Quindi, le polemiche che sono state fatte mi sembrano davvero insensate e inutili: ora m’interessa capire come s’intende costruire un partito».
Fabrizio Marra non fa attendere la sua controreplica e sciorina tutti i passaggi che hanno portato alla débacle:«Rilevo con rammarico che il segretario regionale, Sergio Blasi, vive ormai una stagione della sua vita fatta di ossessioni. Vi è l’ossessione per Michele Emiliano, l’ossessione per Matteo Renzi e constato che, da qualche mese, è ossessionato da Fabrizio Marra. I giudizi di Blasi sulle mie qualità di dirigente politico del partito democratico sono assai contraddittori tra loro, nel tempo. Infatti, Sergio Blasi quando era sindaco di Melpignano, candidato alle primarie per la segreteria regionale, cercava quotidianamente il mio appoggio e quello dell’area politica di cui faccio parte (‘arealettiana’), chiamandomi spesso al telefono e organizzando incontri nella sua stanza di sindaco, dove piacevolmente scorgevo, ogni volta, foto di artisti esibitisi negli anni alle diverse manifestazioni della Notte della Taranta. Per non parlare poi delle telefonate di sollecitazione e di attenzione che lo stesso mi faceva pervenire dall’on. Francesco Boccia, riempiendomi di complimenti per sostenere la propria candidatura. A un tratto, il giudizio di Blasi nei miei confronti, in un gioco dello scarica barile, è improvvisamente mutato. I problemi del centrosinistra nella città di Lecce vengono da lontano e non poteva essere sicuramente il segretario del Pd di Lecce, da solo, a risolverli tutti insieme».
L’ex segretario cittadino dà la sua versione sulla scelta del candidato sindaco per le amministrative leccesi, mettendo in luce le pesanti ingerenze della segretaria regionale: «Sbaglia Blasi quando parla di proposte di candidature alternative, perché implicitamente addossa a Loredana Capone la responsabilità della sconfitta, facendo finta di non comprendere cheil problema leccese era strutturale e meritava da parte di tutti i livelli del centrosinistra il primo posto nell’agenda politica dell’impegno pugliese. Così, evidentemente, non è stato. Riguardo ai nomi alternativi, Sergio sa perfettamente come nell’estate del 2011 ci vedemmo, anche presso la sua segreteria politica a Maglie, per ragionare su diverse opzioni. Ma lui aveva, evidentemente, già in mente una precisa strategia, figlia della cultura del ‘centralismo democratico’, in base alla quale  si fa finta di ascoltare, ma alla fine si impongono le scelte. La segreteria regionale ha avocato a sé tutta la regia politica delle comunali leccesi dettando percorsi, tempi e scelte. Per rispondere alla domanda sul dov’ero negli ultimi quattro anni, basterebbe che Sergio Blasi, il quale ha dimostrato di conoscere la città di Lecce solo perché ci passa da Melpignano per andare a Bari, riguardasse la rassegna stampa sull’attività svolta dal Pd leccese e dal suo gruppo consiliare, il quale ha lavorato incessantemente in condizioni difficili e spesso di isolamento. Ho l’onestà intellettuale per poter dire ciò, poiché ho sempre fatto del mio impegno politico una forma di servizio civile, non avendo mai vissuto di politica e, per questo, potendomi arrogare il privilegio di un’assoluta libertà di pensiero».
Poi, come ha fatto Blasi, anche Marra invita tutti a guardare avanti, anche se il veleno è già entrato in circolo: «Credo che il Pd, partendo da Lecce, debba avere una visione di prospettiva, senza continuare un’inutile polemica, perché in politica non serve guardare a ciò che si è lasciato alle spalle, ma è necessario tentare di costruire qualcosa di buono per il futuro».

Gaetano GORGONI

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