L’Assessorato alla Formazione Professionale e Politiche del Lavoro della Provincia di Lecce ha effettuato un’analisi ex post dei corsi di formazione professionale finanziati con la prima annualità del FSE 2007-2013”, dichiara l’assessore alle Politiche del lavoro e alla Formazione professionale Ernesto Toma. “L’interesse per la valutazione della situazione occupazionale degli allievi delle azioni formative, a un certo intervallo di tempo dalla conclusione del corso, permette in prima istanza di tracciare un quadro della situazione dei soggetti formati, in seconda istanza di determinare l’esito dei corsi in termini di soddisfazione e di livello occupazionale”.

“L’analisi proposta è un monitoraggio che va preso in considerazione come una delle diverse fasi di controllo, da inserire a sua volta in un quadro ancora più ampio, che vede la Formazione Professionale e il Lavoro come settori di interscambio continui. Pertanto, l’utilità di questa analisi ex post si esplica in un’area più complessiva: avendo chiari i feedback in termini di giudizio dei formati e di loro eventuale occupazione, è più agevole predisporre degli interventi di politiche del lavoro meglio adeguati al contesto e dei piani dell’offerta formativa maggiormente orientati verso le esigenze delle realtà imprenditoriali del territorio”.

Evidenzia l’assessore Toma: “Nel 2010 sono stati formati 953 allievi. Successivamente alla frequenza dei corsi di formazione professionale, 46 soggetti hanno trovato occupazione in settori inerenti il corso frequentato, mentre 230 hanno intrapreso un percorso lavorativo in settori non prettamente inerenti”.

“Non esenti dall’analisi sono gli enti di formazione, che hanno proposto i corsi oggetto di monitoraggio, essendo questi risultati un elemento valutabile come eventuale “premialità” per le valutazioni dei progetti formativi proposti in seguito”.

“I dati in questione”, prosegue Toma, “sottolineano un aspetto importante, su cui si basa il lavoro quotidiano dell’Assessorato che rappresento: il lifelong learning è uno strumento che può esplicare la propria utilità durante l’intero ciclo economico (dal periodo di crescita e sviluppo, sino al periodo di recessione)”.

“Si aggiunga che gli esiti di un percorso di formazione si valutano in termini non solo di effetti immediatamente collegabili alla figura che un corso si prefigge di formare, ma anche (e soprattutto) nel valore aggiunto che un allievo conquista frequentando un corso. Quando si parla di “valore aggiunto”, si fa riferimento a una serie di competenze acquisibili attraverso le abilità correlate al lavoro di gruppo, alle collaborazioni avviate in un corso, alla ricerca attiva del lavoro. Sono queste le motivazioni che giustificano il dato dei 230 soggetti che hanno trovato una occupazione in settori non inerenti il corso frequentato”.

“La formazione professionale consente di riconoscere e valorizzare le attitudini e le capacità che ogni giovane ha in sé e, pertanto, permette al nostro sistema produttivo la formazione di professionalità indispensabili e in certi casi quasi introvabili (come dimostrano varie ricerche che mettono ai primi posti nel borsino dei mestieri figure come cuochi, camerieri, segretarie, addetti alle pulizie e alle persone, operai specializzati). È proprio il rapporto tra formazione professionale e sistema produttivo che nel nostro Paese ha generato un importante tessuto imprenditoriale”.

“È in questo periodo di ripresa, di impegno per un’uscita dalla crisi, che ci viene posta l’occasione per un ripensamento, per un cambio di mentalità, e forse per una sorta di rivincita di quella che viene considerata, sbagliando, la Cenerentola del percorso formativo”, conclude l’assessore Ernesto Toma.

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