Il procuratore di Bari, Antonio Laudati, chiederà alla procura di Lecce di essere interrogato nell’indagine in cui e’ indagato per favoreggiamento, abuso d’ufficio e tentativo di violenza privata. ”La cosa che mi sorprende – dice Laudati – è che ad oltre un anno dall’apertura dell’inchiesta

io non ho mai ricevuto alcuna contestazione, e men che mai una richiesta di essere ascoltato. Questa situazione produce un grave pregiudizio alla mia onorabilita’, senza contare che analoga difficolta’ la vive anche l’intera Procura di Bari, che ha diritto di sapere se accuse tanto infamanti per un magistrato siano state riscontrate. A questo punto ritengo che sia a repentaglio la credibilita’ della giustizia e delle istituzioni”. ”Per questo – conclude – non posso piu’ esimermi dal chiedere con determinazione di essere interrogato dalla Procura di Lecce, perche’ venga rispettato il principio del contraddittorio e quello dell’accertamento della verita’ su ipotesi di reato per le quali avverto non poche difficolta’ ad individuare gli elementi costitutivi”. L’inchiesta a carico del procuratore di Bari e’ stata avviata dopo che Laudati e’ stato accusato da un suo ex pm, Giuseppe Scelsi (oggi sostituto pg a Bari), di aver di fatto rallentato l’indagine sulle escort che Gianpaolo Tarantini ha portato a casa dell’allora premier Silvio Berlusconi tra il 2008 e il 2009. L’annuncio della richiesta di interrogatorio arriva all’indomani delle audizioni fatte dalla magistratura salentina di sei pm baresi.

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