Quando la squadra diventa un gruppo l’assemblaggio può considerarsi compiuto. Dopo le dichiarazioni al miele di Stefano Ferrario, uscito allo scoperto al termine di un periodo trascorso nell’anonimato, è stato il protagonista della gara di Treviso Mino Chiricò a prendere la parola: “finita la partita di domenica ho chiesto scusa al mister per il comportamento che ho avuto in seguito alla sostituzione e anche ieri ci siamo chiariti alla ripresa degli allenamenti

In occasione del gol ho visto che il portiere fuori dai pali e ho calciato subito. Per il gol ho ricevuto anche l’ammonizione, in quanto sono andato ad esultare vicino alla panchina del Treviso, ma solo perché lì vicino c’era mio zio che seguiva la partita in tribuna. Fare gol da sempre morale, ma so benissimo che non mi devo fermare qui. Questo per il sottoscritto è un anno molto importante perché allenandomi al fianco di ottimi giocatori con anni di serie A alle spalle e grazie ai consigli del mister posso crescere. Lo scorso anno a Lanciano non segnai tanto, feci solo tre gol, quest’anno spero di esaltarmi ancora di più nel modulo di mister Lerda. A Lanciano facevamo il 4-3-3, quest’anno noi esterni siamo chiamati a lavorare sia in chiave difensiva che offensiva. Ora spero, com’è ovvio che sia, di ripartire titolare contro il Tritium, ma sono pronto ad accettare con serenità le decisioni del nostro allenatore.”

Le scuse immediate del giocatore al tecnico, il ritorno di Ferrario che ha affermato di sentirsi parte integrante del progetto e il lavoro in settimana di gente come Chevanton, che nonostante il grave infortunio patito al tendine d’achille è smanioso di tornare in campo, sono segnali riconducibili ad un’unica persona: mister Franco Lerda. Un allenatore che in poche settimane ha saputo compattare una squadra ricca di nuovi elementi amalgamandoli ai senatori rimasti nel delicato contesto della Prima Divisione.

 

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