Il punteggio finale non racconta fedelmente quel che Lecce e Tritium hanno espresso in campo; il 2-0 lascerebbe immaginare una gara sempre aperta a qualche capovolgimento, ma così non è stato perchè la cronaca narra di un quasi monologo giallorosso nei confronti di una Tritium

 

che, va ricordato, ha giocato in inferiorità numerica, per propria colpa, per una cinquantina di minuti; per cui i lombardi ritornano a casa con una certa soddisfazione per esser stati sconfitti soltanto per 2-0 dalla incontrastata capolista.
Anche solo a pigiare sulla tastiera del PC si suda; figurarsi in campo dove si abbattono 36/37 gradi e si deve correre! Il Lecce assume immediatamente l’iniziativa muovendosi con maggior concretezza rispetto alle ultime uscite: meno palleggio e più verticalizzazioni perchè bisogna venire a capo di un avversario(che non è l’Albinoleffe come per qualche minuto apparso sul tabellone) che presidia la propria trequarti come le api difendono l’alveare.
Il vantaggio si concretizza dopo dieci minuti di gioco a seguito di una ottima parabola da calcio di punizione: palla allungata sul secondo palo e da qui rimessa al centro per l’incornata vincente di Diniz. Al 20° ci sarebbe il raddoppio firmato da Falco se l’arbitro non decidesse di considerare una dubbia posizione di fuorigioco. Subito appresso è Bogliaccino ad indugiare eccessivamente al cospetto del portiere ospite consentendogli la deviazione.
Preso atto della facilità con cui si arriva in area avversaria (e anche del gran caldo) il Lecce si concede qualche pausa sul versante delle iniziative senza tuttavia allentare la pressione sui portatori di palla avversari. La Tritium si arrampica sugli specchi, la porta di Benassi è un vero e proprio miraggio. A qualche minuto dall’intervallo Martinelli, già ammonito, cerca e trova il secondo giallo e con esso la doccia ristoratrice: Tritium in dieci. Il tempo di annotare una traversa colpita da Chiricò da distanza siderale, quindi intervallo.
Stesso spartito al rientro in campo; due minuti per raddoppiare con Falco e poi via, di buzzo buono, per chiudere definitivamente la partita ammesso che mai sia rimasta aperta. Partita a senso unico: traversa colpita da Memushaj, parate di piede, di ginocchio, di stinco ed anche di gluteo da parte del portiere lombardo; insomma non ci si annoia. Entra Foti per Falco e la partita assume sempre più le caratteristiche di una seduta di allenamento. C’è spazio anche per Di Mariano e più tardi per Malcore. La cosa più ficcante organizzata dalla Tritium è un calcio d’angolo; l’unico di tutto il confronto a favore degli ospiti. Anche i due tifosi biancocelesti (uno più uno,per capirci) provvisti di striscione sembrano gradire il risultato finale non umiliante. I giallorossi sanno solo vincere, dirà qualcuno a fine gara; per ora pare proprio così, e all’orizzonte non si leva neanche un fil di fumo che annunci l’arrivo di una nave avversaria capace di contrastare la rotta degli uomini di Lerda.

 

[widgetkit id=75]

loading...

NESSUN COMMENTO

LASCIA UN COMMENTO

diciotto + 20 =