“Con Gianni De Tommasi non ho nessun rapporto, la lettera che gli ho inviato era solo un modo per spiegare i miei motivi per i quali ho deciso di interrompere la relazione con la figlia”. Si è giustificato in questo modo Damiano De Blasi, il 22enne di Trepuzzi, nel corso dell’interrogatorio tenutosi ieri

pomeriggio in carcere davanti al sostituto procuratore della Direzione Distrettuale Antimafia Guglielmo Cataldi circa il ritrovamento nella sua abitazione di una lettera indirizzata ad un non meglio specificato “Gianni” detenuto nel carcere di Voghera. Da quanto emerso, alla presenza dell’avvocato difensore Antonio Savoia, De Blasi ha escluso di avere rapporti con l’ex boss della Sacra Corona Unita per faccende illegali. La missiva venne sequestrata dai carabinieri della Compagnia di Lecce nel corso di una perquisizione in casa del giovane arrestato il 9 settembre scorso con l’accusa di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. Il giovane venne fermato nel corso di un normale controllo sul territorio: una pattuglia dei carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Lecce lo aveva notato mentre a bordo della sua auto si dirigeva verso una zona di Lecce solitamente frequentata da assuntori di droga. I militari iniziarono a seguirlo, intimandogli l’alt nei pressi di una strada periferica. Nel corso della perquisizione personale i carabinieri non trovarono nulla, ma durante l’ispezione dell’auto saltò fuori la droga. In un cassetto erano custoditi diversi sacchetti di plastica, contenenti pezzi di cocaina purissima, del peso complessivo di 30 grammi e per il giovane si aprirono le porte del carcere di “Borgo San Nicola”.

Federica Nastasia