«Pugliafutura», l’associazione fondata da Sandro Frisullo e presieduta dal Prof. Zacheo, torna a farsi sentire e ad assurgere a voce critica del centrosinistra salentino con un dibattito, al Tiziano di Lecce, sulla crisi italiana e dell’Europa, sul ruolo della sinistra, a livello locale e nazionale.

Ospite d’onore il presidente dell’istituto Gramsci, il professor Beppe Vacca, che ha fornito, nelle sue conclusioni, la ricetta per una sinistra che può ritornare ad essere protagonista radicandosi sul territorio, rinnovandosi e ascoltando i «portatori di interessi generali».
In platea tanti dirigenti del Pd salentino: Antonio Rotundo, Gianni a Maurizio Colucci, il vicepresidente del Consiglio regionale, Antonio Maniglio, e il presidente provinciale del Pd, Cosimo Durante.

Presidente Durante, anche lei, ieri, era seduto in compagnia della vecchia guardia, che ora è diventata voce critica della segreteria provinciale e regionale del Pd.

«Non parlerei di vecchia guardia, ma di un gruppo dirigente, fatto di politici vecchi e nuovi, che si riunisce per un’operazione culturale: per discutere dei problemi e cercare soluzioni. Io non sono un associato di ‘Pugliafutura’, ma sono attento alle dinamiche del partito e alle associazioni. Ieri ho voluto vedere di persona: hanno fatto attività culturale e informativa invitando tutti a impegnarsi in un modello politico strategico e innovativo».

Condivide l’intervento del prof. Vacca?

«Ha dipinto un quadro politico molto chiaro e ne siamo usciti tutti arricchiti. Ho ascoltato con attenzione le conclusioni: il Pd ha il compito di radicarsi sul territorio partendo dall’ascolto dei portatori di interessi  generali, che sono forieri di quelle sollecitazioni vere e che potrebbero dare vivacità al partito e rilanciare il sistema sociale, culturale ed economico».

È una bufala la sua possibile candidatura alla segreteria cittadina?

«Non sono candidato alla segreteria cittadina perché non sono di Lecce».

Nemmeno Rampino è di Lecce.

«Sono delle bufale uscite sui giornali: non sono candidato a nessuna segreteria a Lecce: ci sono tante personalità e iscritti leccesi che possono impegnarsi in questo ruolo, dopo questa fase magistralmente diretta da Alfonso Rampino».

Mi faccia il nome di qualche papabile.

«Dobbiamo aspettare la fine del tesseramento. È bene non fare nomi che lasciano il tempo che trovano».

Il Pd salentino è in difficoltà, vero? Come va il tesseramento?

«Non è vero: di tessere se ne stanno facendo e sono molto fiducioso. Si tratta di andare a fare il tesseramento reale, che dia il senso di un partito nuovo. Ovviamente, si tessera chi ci crede veramente nell’appartenenza».

Da dove bisogna ripartire per riedificare il centrosinistra a Lecce?

«Dalle esperienze e, soprattutto, da un grande mix di novità e innovatività dei nostri giovani di buona volontà».

Come giudica la segretaria Blasi? Ultimamente l’ex sindaco di Melpignano ha detto che se Renzi dovesse vincere, andrebbe via dal Pd. Così non si delegittimano le primarie?

«No, guardi, ognuno si assume le responsabilità delle proprie azioni: le primarie sono nello statuto e chi decide di farle deve andare avanti».

Però anche lei non ama Renzi e forse nemmeno Paolo Foresio, che lottano contro la gerontocrazia e vogliono rottamare la vecchia guardia.

«La gerontocrazia non passa solo dalla questione della data di nascita: c’è chi nasce vecchio. Si può essere giovani nello spirito, nel modo di pensare e nel sapersi adeguare e interpretare i momenti della politica che stiamo vivendo. Noi abbiamo un grande segretario nazionale(Bersani) che si sta muovendo bene, sta rinnovando il partito e sta edificando un grande centrosinistra».

Che ne pensa delle liti tra Blasi ed Emiliano?

«Noi non le abbiamo percepite».

Le critiche alla segreteria provinciale le avete percepite? Marra(e non solo lui) aveva chiesto di mettere in discussione Salvatore Capone, dopo i risultati elettorali.

«Noi abbiamo fatto un’assemblea dove le risultanze sono state il consolidamento della segreteria di Capone e il rilancio, con dei nuovi nomi all’interno».

Marra dice che, non avendo rimesso il mandato, Capone non si è messo in discussione: ha solo azzerato la segreteria, come se scaricasse la colpa su altri.

«Non entro nel merito dei convincimenti di altre persone: io sono convinto che tutto è andato nella giusta direzione. Ora bisogna radicarsi sul territorio e pensare a fare sempre più grande il Pd».

Lei potrebbe correre, insieme a Giangi Pellegrino, per un posto in Parlamento. Non vede di buon occhio l’amministrativista leccese? Anche lei lo accusa di usare le presentazioni dei libri per farsi pubblicità?

«Non parlo delle singole persone, ma dello spirito di appartenenza: chi fa vita attiva nel partito e sta sul territorio giorno per giorno; chi lavora per questo territorio su modelli che hanno dato risultati importanti dal ’99 al 2009, quegli uomini che si sono cimentati per questo sviluppo credo che debbano essere valorizzati».

Giangi Pellegrino, però, è un grande professionista che merita di essere valorizzato dal partito, non crede?

«Nessuno lo mette in discussione. Se il partito decidesse di portare avanti questa linea, saremo attenti a tutto ciò».

Ho capito: sarebbe una candidatura indigesta. Meglio dare spazio a chi ha fatto una lunga gavetta come lei, vero?

«Io sono una delle persone che si impegna sul territorio, attenta alle dinamiche del partito, che ha un grande senso di appartenenza. Mi sono sempre impegnato e sono stato sempre a disposizione: ora il partito deve valutare quello che ho fatto valorizzando, in maniera autonoma, le migliori risorse».

Gaetano GORGONI

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