Il consigliere comunale di Grande Lecce illustra l’iter, a suo parere scorretto, che ha portato alla sua decadenza dal Senato Accademico dell’Università del Salento a causa di una presunta inconciliabilità con la carica di consigliere comunale.

“Il 10 settembre scorso, tramite posta elettronica, mi è pervenuta la comunicazione della mia decadenza da senatore accademico. Le circostanze in base alle quali si è perfezionata tale decadenza lasciano intravedere un’accelerazione inspiegabile. Questi i fatti.
Nel luglio scorso ho ricevuto una comunicazione dal Dott. Bax, con la quale ai sensi della “legge 240/2010 art. 2 comma 1 lettera s” mi si comunicava una causa di incompatibilità tra la carica di senatore accademico e qualsiasi carica di natura politica. A questo rilievo, ho risposto che in base allo Statuto dell’Università del Salento la predetta incompatibilità era stata prevista solo con riferimento al personale tecnico-amministrativo e a quello docente, senza alcun riferimento agli studenti eletti in Senato. Del resto, è evidente che il condizionamento politico di uno studente che siede in Senato accademico è risibile in termini di potere esercitabile. Ho partecipato al Senato di luglio, nonostante la comunicazione del dott. Bax, e nulla mi è stato eccepito. Lo scorso 5 settembre sono stato convocato alla Commissione bilancio dell’Università, fissata per il 10 settembre.
La mattina del giorno concordato per la commissione, alle ore 11.30, sono stato verbalmente informato che, soltanto un’ora prima, avevo ricevuto una mail con la quale mi si comunicava che ero decaduto con relativo decreto rettorale datato 06.09.2012.
Ho lasciato la riunione con profondo dispiacere, sia per essere stato decretato decaduto dal Senato accademico dell’Università del Salento, che per le modalità con le quali mi è stato comunicato il provvedimento: verbalmente, di fronte a tutti, con l’effetto di dover immediatamente abbandonare la seduta. Resto convinto che ai sensi dello Statuto dell’Università del Salento uno studente eletto in Senato e anche ricoprente una carica elettiva non versa in alcuna incompatibilità, anche perché il Ministero avrebbe certamente evidenziato questa “anomalia” rispetto alla legge Gelmini. Ringrazio tutti coloro che mi hanno appoggiato sin dal primo momento e tutte le persone che, appresa la notizia, mi hanno espresso la loro vicinanza per quanto accaduto. Preannuncio che il mio impegno sarà sempre rivolto al bene degli studenti, pur
non ricoprendo da ora nessuna carica istituzionale a livello universitario, e che a breve ci saranno molte novità in merito. Concludo con una riflessione: non vorrei che l’evidente “ostracismo” verso i docenti e tutta la facoltà di giurisprudenza, manifestato a più riprese in sede di Senato Accademico, possa questa volta aver investito anche un suo studente”.

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