Gare rimandate, proroghe decennali, lavoratori a rischio licenziamento. Il tris del caos mense negli ospedali della Asl leccese è servito. Per questo hanno manifestato stamattina, presso la Direzione generale, i quaranta dipendenti di La Cascina, Rr Puglia e Onama, le aziende

che continuano a svolgere il servizio nei nosocomi di Maglie, Gagliano, Poggiardo, San Cesario e Campi Salentina. Per loro, a fine anno, ci sarà la scadenza degli ammortizzatori sociali, ma ciò che più preoccupa è la richiesta per l’aumento ad alcuni di loro della cassa integrazione fino al 60%. Il rischio licenziamenti è più che concreto e per questo motivo i sindacati hanno voluto incontrare il direttore amministrativo Vigna, perché si faccia carico del mantenimento dei posti di lavoro, convocando le aziende interessate perché possano assorbire gli esuberi. I sindacati confederali hanno già fatto sapere che un ulteriore aumento di cassa integrazione non lo firmeranno, ma esigono che l’azienda sanitaria traghetti il tutto in questo periodo transitorio.  Ancora al palo, infatti, rimane la gara d’appalto per il rinnovo del servizio mense, dopo la revoca dello scorso ottobre della procedura negoziata che avrebbe comportato, in caso di affidamento, un maggiore costo di quasi duemilioni di euro sulla base d’asta di già 13.400.000euro. Il nuovo bando è ancora fermo in Regione per le verifiche e il prossimo 8 ottobre è convocato l’ incontro per cercare di sbloccare la procedura. Il 12, invece, i sindacati ritorneranno in via Miglietta. E la vertenza continuerà ad essere scottante.