Viaggiavano spediti verso Lecce, con un carico di hashish. Mezzo chilo in totale, che i baschi verdi di Otranto hanno trovato all’interno dell’auto di tre ragazzi di Surbo. Per il conducente è scattato l’arresto, mentre gli altri due sono stati denunciati.

L’arrestato è Marco Balloi, 32enne di Surbo, ma sardo d’origine, accusato di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente. Balloi viaggiava insieme ad altri due ragazzi, anch’essi di Surbo,  R.P. 22enne e Z.F. 25enne, che sono stati denunciati per il medesimo reato. Marco Balloi è il figlio di Antonio Balloi, pastore sardo, balzato alle cronache nazionali per il sequestro di Esteranne Ricca nel lontano ’88 ed implicato nella strage della Grottella, di Copertino, e per l’attentato fallito alla Questura di Lecce.

I militari della guardia di finanza di Otranto li hanno intercettato sabato pomeriggio a bordo di una Fiat Punto, mentre sfrecciavano sulla SS-16 ad alta velocità in direzione del capoluogo barocco. Fermati all’altezza dello svincolo di Martignano, i tre occupanti hanno mostrato chiari segnali di nervosismo, che hanno portato le fiamme gialle ad approfondire il controllo dell’auto.
Durante l’accertamento è spuntato il mezzo chilo di “fumo”, nascosto in un involucro di colore nero, sotto il sedile anteriore lato passeggero. La droga era suddivisa in 5 panetti ed avrebbe fruttato non meno di 6mila euro.
La successiva perquisizione domiciliare, eseguita dai baschi verdi nella masseria del Balloi, a Surbo, ha dato esito negativo. Sentito il parere del pm di turno, il sostituto procuratore Donatina Buffelli, Balloi è stato dichiarato in arresto ed accompagnato agli arresti domiciliari.