I Carabinieri della Stazione di Lecce Principale hanno notificato a L.M., 48enne leccese, l’applicazione della misura cautelare prevista dall’articolo 282 ter del Codice di Procedura penale, ovverosia il divieto di avvicinamento ai luoghi abitualmente frequentati dalla vittima, su disposizione

del G.I.P. Dott.ssa Antonia Martalò. Ancora una volta la fine del matrimonio si è presto trasformata in un incubo per una giovane donna di Lizzanello, costretta a subire violenze psicologiche di ogni genere, ingiurie, pedinamenti e appostamenti, anche in presenza delle figlie, minori. Tutto questo sarebbe accaduto a seguito della fine del loro matrimonio. L’uomo si sarebbe ripetutamente introdotto nella vita della donna, seguendola ovunque, appostandosi sotto casa, sino ad instillare ansia e terrore nella giovane donna e nelle figlie, costrette a cambiare abitudini di vita, talvolta a dormire fuori casa. Non sono mancate le parole grosse, tutto per colpa del mantenimento e della casa, concesso alla donna ed alla prole in sede di separazione civile. L’uomo voleva a tutti i costi che la casa, in comproprietà, fosse venduta, anche per alleviare le proprie sofferenze economiche, e che la donna formalizzasse al Giudice la rinuncia all’assegno di mantenimento. La determinazione dell’uomo si è palesata anche davanti ai Carabinieri: quando la donna ha chiesto aiuto sulla pubblica via ad una pattuglia dei Carabinieri, l’uomo non ha per nulla desistito e, dinanzi ai pubblici ufficiali, ha continuato a stazionare sotto l’abitazione della ex-consorte. Il coraggio della vittima è risultato essere un fattore determinante per la risoluzione del caso: non ha ceduto alla paura, ha denunciato i fatti ai Carabinieri della Stazione di Lecce Principale, dando modo all’autorità di refertare compiutamente i fatti, anche con mirati servizi di controllo ed osservazione. Così, ben presto, il cerchio si è chiuso e contro L.M. vi erano numerosi indizi di reità, tali da sostenere l’applicazione della misura cautelare. Ora, l’uomo non potrà in alcun modo avvicinarsi ai luoghi frequentati abitualmente dalla vittima e dalle figlie, misura questa che garantirà loro una vita serena. La collaborazione delle vittime e il concreto aiuto delle Forze dell’Ordine e della Magistratura sono l’unico rimedio per spezzare le angherie e le violenze che queste condotte sottendono e che spesso sono considerate solo disagi familiari. L’infrazione delle prescrizioni potrebbe comportare l’arresto dell’uomo.

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