Essere trascinata fuori dal bagno di un noto locale del centro, solo perché sospettata di non aver prima consumato, nel bel mezzo dell’espletamento dei tuoi bisogni fisiologici, è un’umiliazione che non ti aspetti in una località raffinata, bella e accogliente come Otranto.

 

Tutto questo è capitato a una 31 enne residente a Cavallino, che con due amici leccesi, intorno all’una di notte di un’afosa giornata della seconda metà di agosto, aveva deciso di fermarsi a bere qualcosa nel centro della movida otrantina. Nel caos festante di quella serata i tre amici si sono messi in fila per attendere che si liberasse un tavolo: l’idea era quella di godersi il fascino della città dei martiri, sorseggiando del buon vino e facendo due chiacchiere, seduti all’esterno del locale.
Poi, l’idea “malsana” di utilizzare la toilette senza aver prima consumato: le due amiche decidono di entrare nel locale e di andare in bagno, mentre il terzo amico attendeva all’esterno che si liberassero tre posti. La mal capitata, avendo sofferto per lunghi periodi di cistite, decide di entrare per prima, mentre la sua amica la aspetta fuori dal corridoio che porta al W.C.
A quel punto tutto è successo in pochi istanti: la donna che serve dietro il bancone del locale ha iniziato a correre inbufalita verso il bagno, gridando alla ragazza di uscire perché non è previsto l’uso del W.C. senza la consumazione.
Una vicenda grottesca. La ragazza era già chiusa in bagno, ma la donna percuoteva la porta sempre più forte gridando di uscire subito. A un certo punto la cameriera decide di passare alle vie di fatto forzando la porta a soffietto e sollevando il gancio che la teneva chiusa. Una scena umiliante: spalancata la porta, la 31 enne si è ritrovata nuda di fronte a un’altra donna che continuava a inveirle contro, mentre gli altri camerieri, dietro al bancone, guardavano spiazzati la scena.
«Appena finisco esco», aveva biascicato, prima dell’irruzione, la vittima della cafonata, cercando di non perdere il contegno. Ma niente de fare: «Devi uscire immediatamente», continuava a minacciare la cameriera, lanciando improperi  e occupando minacciosamente l’uscita del bagno. Poi, secondo la testimonianza della 31enne, una volta aperta la porta, non soddisfatta, la maleducata ha gridato: «E proprio nel bagno mio devi pisciare? Vai in un altro locale».
A quel punto la serata era già rovinata: tirati su i pantaloni, la giovane ha preferito evitare altre questioni ed è andata via. Sono stati istanti traumatici, difficili da dimenticare, per la donna, che si è ritrovata nuda davanti al bancone con vista sul W.C., mentre gli sguardi esterrefatti dell’amica e dei camerieri si erano spalancati su di lei.
Tutta questa vicenda finirà nelle mani di un magistrato tra non molto: ci sono le testimonianze ed è pronta una denuncia per violenza privata, ma ci sono anche i danni morali da mettere in conto. L’avvocata Giada Paladiniin questi giorni, dopo aver acquisito tutte le testimonianze, dovrebbe depositare una denuncia circostanziata.
Nella seconda metà di agosto il presidente della Camera di Commercio, Alfredo Prete, ha definito il turismo di quest’anno «di bassa qualità, irrispettoso delle regole».
Bisogna aggiungere, però, che anche alcuni operatori nel campo della ricettività e ristorazione si sono distinti per furberie e cafonate gratuite.
Alcuni esercenti si sono fatti notare per aver immotivatamente triplicato i prezzi nella settimana di ferragosto, ma c’è chi si è distinto con autentiche performance da vaiasse: è il caso del proprietario di un lido molto chic di Porto Cesareo, che ha aggredito con urla e improperi una malcapitata turista del Veneto, colpevole di aver mangiato una pesca mentre era comodamente distesa all’ombra del suo ombrellone pagato 30 euro.
Sì, la qualità del nostro turismo deve crescere, indubbiamente, come dice il presidente Prete, ma anche l’educazione di alcuni esercenti.

 

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