L’annuncio non ufficiale dell’imminente partenza della linea 1 del filobus si è avuta oggi in Commissione controllo al Comune di Lecce. La nuova linea dovrebbe sostituire l’attuale linea 3, in esercizio da pochi mesi.

Si attende solo il sopralluogo dell’Ustif, il prossimo 19 settembre, dopodiché si procederà con il canonico pre-esercizio, come è stato per la linea precedente. In ritardo rispetto alle previsioni del presidente della Sgm Gianni Peyla, la nuova partenza ha incontrato l’imprevisto della scomparsa del direttore di esercizio Pasquale Borrelli, sostituito in fretta da Salvatore Cavaliere. Si è proceduto velocemente all’espletamento dei tempi tecnici per non incorrere nella perdita dei finanziamenti statali di oltre 13 milioni di euro, secondo il responsabile del settore Traffico e mobilità, Sergio Aversa. Lo scetticismo dei rappresentanti di opposizione e componenti della Commissione è stato messo a tacere con le rassicurazioni sull’utilità della messa in regime della nuova linea che, di fatto, collegherà il centro della città con il decentrato polo universitario Ecotekne sulla via per Monteroni. Tuttavia, la polemica sull’inutilità dell’opera, oramai quinquennale, non accenna a placarsi. I costi di gestione e le immissioni inquinanti sono i temi più dibattuti. Nel primo caso i dirigenti assicurano che non ci saranno ulteriori spese a carico delle casse comunali e che la messa in esercizio compenserà, attraverso il pagamento del ticket, la gestione. In tal caso la mole d’utenza dovrebbe aumentare rispetto all’utilizzo che si è fatto finora dei mezzi pubblici. Con i bus tradizionali, infatti, oltre all’incasso del ticket era previsto anche un rimborso della Regione, così non è per il filobus che non è contemplato nei mezzi pubblici del Piano Traffico regionale. Nel caso dell’inquinamento, da sempre le opposizioni hanno fatto presente che la spesa sostenuta per l’opera, sarebbe potuta essere investita in mezzi a trazione elettrica, evitando di inquinare e deturpare la città. Ragionamenti da fare a monte dell’investimento, a questo punto non rimane che attivare l’opera al completo e tirare le somme a valle.

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