Si è svolto in mattinata l’interrogatorio di convalida dell’arresto di Marco Balloi, 32enne di Surbo, ma d’origine sarda, trovato in auto con mezzo chilo di hashish. “Era tutto mio, lo avevo acquistato per uso personale”, così avrebbe riferito il giovane al gip del tribunale di Lecce, Annalisa De Benedictis

, che ha convalidato l’arresto del 32enne, confermando anche la misura cautelare dei domiciliari.
Marco Balloi, figlio di Antonio (pastore sardo noto alle cronache nazionali per il rapimento della 14enne Esteranne Ericca, nonché implicato nella strage della Grottella a Copertino e nell’attentato fallito ai danni della Questura di Lecce), è stato arrestato sabato pomeriggio dai baschi verdi della guardia di finanza di Otranto. I militari, impegnati in un normale servizio di controllo del territorio, hanno intercettato la Punto del Balloi, che viaggiava con altri due ragazzi poi denunciati, mentre viaggiava a forte velocità sulla ss16. Fermata l’auto all’altezza di Martignano, i baschi verdi hanno rinvenuto i cinque panetti di hashish sotto al sedile anteriore, lato passeggero, all’interno di un involucro.
L’avvocato del 32enne aveva chiesto la scarcerazione.

 

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